Genova, 12 nov. - (Adnkronos) - Accoltellato a morte dopo un breve scambio di parole a bassa voce. Cosi' ha perso la vita Matteo Biggi, 30 anni, colpito da un fendente al petto che gli ha perforato un polmone, questo pomeriggio, poco dopo le 14, nella palestra della Culmv, la compagnia degli scaricatori portuali di Genova. L'assassino ha gli stessi nome e cognome, Matteo Biggi, e la stessa eta' della vittima. E, come il giovane che ha ucciso, e' socio della Culmv e figlio di uno scaricatore portuale. Proprio in compagnia del padre, questo pomeriggio, intorno alle 14, e' entrato nella palestra riservata ai soci Culmv, in porto. L'altro Matteo Biggi era gia' nel locale. Sempre con il padre al fianco, l'assassino si e' avvicinato alla vittima. I due hanno scambiato alcune parole. Se vi e' stata lite, e' avvenuta a bassa voce. Poi il giovane appena arrivato ha estratto un coltello da una tasca e ha colpito il proprio omonimo con un sola coltellata, mortale, al petto. La lama ha perforato il polmone e la morte e' stata istantanea. Il padre dell'aggressore ha detto al figlio: "che cosa hai fatto!" e si e' seduto. Al fatto hanno assistito almeno tre testimoni, che hanno avvertito la polizia. Gli equipaggi delle volanti hanno trovato l'assassino accanto al corpo senza vita della vittima e al padre e lo hanno fermato. Non e' ancora certo il movente dell'omicidio. Sembra che l'assassino fosse da poco ritornato in famiglia dopo un periodo di assenza in cui avrebbe sofferto di disturbi psichici. Sembra anche che avesse concluso da poco una relazione sentimentale.