Torino, 12 nov. (Adnkronos) - Il processo contro 45 No Tav per gli scontri dell'estate scorsa in Val di Susa che si aprira' il prossimo 21 novembre a Torino "e' un uno dei processi piu' importanti contro il conflitto sociale di questo paese, perche' e' evidente che attraverso l'opposizione al Tav si vuole colpire ogni forma di resistenza e di autorganizzazione". Lo scrive Massimo Passamani, l'esponente anarchico arrestato lo scorso 27 agosto dalla Digos di Trento per associazione sovversiva, in una lettera di sue "considerazioni" pubblicata su alcuni siti vicini al movimento di opposizione alla Torino-Lione. Poi attacca il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli "che sia una figura come Caselli il titolare dell'inchiesta e' indicativo - scrive - un magistrato di sinistra, un servitore dello Stato democratico accanito come pochi altri contro la generazione che negli anni Settanta tento' l'assalto al cielo rivoluzionario. Non e' certo un movimento come quello No Tav a farsi impressionare dalle mostrine dell' 'antimafia' - prosegue - avendo sperimentato sulla propria pelle come Stato e mafia siano in un rapporto di simbiosi mutualistica". Poi torna a parlare del processo che "ci riguarda tutti" sottolinea. Secondo Passamani "il movimento No Tav ha raggiunto la consapevolezza che cio' che e' giusto e cio' che e' legale non coincidono; che anche noi, come altri prima di noi, lungo un crinale di bosco e di storia, dobbiamo operare una scelta: tornarcene a casa perche' 'e' legge' oppure batterci perche' 'e' giusto"'. E per l'esponente anarchico quello che e' successo la scorsa estate in Valle era "giusto. Di chi e' quella mano, chi ha lanciato quel sasso ecc. - rileva - sono faccende di giudici e di avvocati. Cio' che deve unire tutti, al di la' delle scelte processuali, e' il rifiuto di subordinare quello che riteniamo giusto al codice penale e ai tribunali". (segue)