(Adnkronos) - "Da questo punto di vista - specifica - non hanno ragione di esistere le polemiche rispetto alle diverse scelte processuali. Ricorrere o meno alla difesa tecnica non sposta il terreno del conflitto, che e' la giustezza della lotta No Tav nel suo insieme, lotta che il processo intende colpire". Infatti "difendersi o meno ha che fare con le diverse valutazioni che ognuno da' - scrive Passamani - se e' opportuno che ci sia un minimo di accordo sulla condotta pratica in aula (per evitare episodi spiacevoli di incomprensione), il terreno comune non sono lespecifiche arringhe degli avvocati, ma la chiara rivendicazione della lotta No Tav". Ma "la posta in gioco - spiega Passamani - va al di la' della lotta No Tav, soprattutto se inseriamo questo processo nel suo contesto piu' generale". "Il senso del giusto - conclude - lo custodiamo lontano dai tribunali, in luoghi che non si possono perquisire ne' rinchiudere: i nostri cuori".