di Miska Ruggeri Chissà, forse Giulia Agrippina, madre dell’imperatore Nerone, restando nella sua villa romana, invece di accettare il fatale invito del figlio degenere a una festa in Campania, non avrebbe evitato di finire vittima dei sicari. Ma certo, tra il Tevere e il Gianicolo, nel cuore dell’Urbe, la sua morte sarebbe stata meno splatter di come ce la descrive Tacito. Perché qui, a due passi dalla Basilica di San Pietro, dove ora sorge l’urban resort (5 stelle lusso) Gran Meliá-Villa Agrippina (www.granmeliarome.com), tra piscine e giardini tutto è dolce e rilassante. Un'oasi dall’atmosfera ovattata, con in più una spa da 400 metri quadrati firmata YHI Wellness (accessibile tramite prenotazione anche a chi non è ospite dell’hotel), in grado di far dimenticare lo scorrere del tempo e lo stress della modernità, purificando il corpo con i prodotti della linea Natura Bissé e curando l’anima nel nome, appunto Yhi, della divinità solare della luce e della creazione secondo la mitologia degli Aborigeni australiani. Per chi non ne può più di cellulari e tablet, per esempio, ed è saturo di Facebook, Twitter, Skype, WhatsApp et similia, con le relative conseguenze elettromagnetiche, c’è il nuovo trattamento Diamond Magnetic (1h50, 210 euro), per disintossicare fisico e mente dall’invasione della tecnologia. Dopo aver riequilibrato i chakra (termine sanscrito indicante i “centri di forza”), infatti, un composto di ferro e polvere di diamante assorbe le energie elettromagnetiche e quelle negative. Tra gli altri percorsi benessere, «YHI Mandala Experience», con l’utilizzo delle pietre, «YHI Abhyanga» per attivare il prana (forza vitale), i trattamenti per viso e corpo dedicati alle donne incinte («Il Piacere della Dolce Attesa»), ai manager sotto pressione («Tempo al Tempo») ecc. Ma soprattutto, ecco la vera novità per il Belpaese, è possibile depurarsi con l’acqua «VitaJuwel», una speciale acqua trattata con mix di pietre preziose. La scelta va dal «Wellness Basic Mixture (quarzo rosa, ametista e cristallo) al «Regeneration» (smeraldo e cristallo), dall’«Inner Purity» (acquamarina e cristallo) al «Fire of Sensuality» (granato e cristallo). Così si può anche cedere, senza rimorsi, alle tentazioni mediterranee offerte da Alfonso ed Ernesto Iaccarino (i padroni di casa del celeberrimo Don Alfonso 1890 a Sant’Agata dei Due Golfi) al ristorante VivaVoce: cous cous di polipetti con spuma di provola alla cannella, anatra in salsa di mele annurche con crema di marroni e foie gras al cioccolato, gnocchetti di patate con pomodorino fresco e scamorza, risotto al limone con gamberi e caviale, fino ad arrivare al classico babà allo zabaglione.