(Adnkronos) - C'e' un detto che si rincorre nei campi e che fa parte della saggezza contadina: "Dopo cento anni e tre mesi l'acqua torna al suo paese". "Non e' in pericolo solo la gente del Candia e le imprese ma tutta la comunita' - spiega ancora Tongiani - prima Carrara, poi la Lunigiana poi Aulla, poi Massa. L'incremento degli eventi climatici eccezionali e' sotto gli occhi di tutti". Una volta terminata l'emergenza il territorio dovra' prendere coscienza del fatto che "qualcosa si e' rotto. Gli interventi tampone non servono, e oggi mi chiedo se anche le ordinanze hanno un senso". Nel Candia sventolano sulla testa degli abitanti 360 ordinanze con cui il Comune aveva intimato - poi tutto era stato prorogato al 31 dicembre di quest'anno dopo le pressioni di Coldiretti - la messa in sicurezza delle zone a rischio frana. Interventi a spese dei cittadini insostenibili per le imprese e per le famiglie per cui si stanno aspettando, ormai da due anni, i contributi promessi ma mai arrivati. "Oggi hanno senso quelle ordinanze alla luce di quanto e' successo? Si intima alle imprese e alle famiglie di mettere in sicurezza i terreni e ripristinare la regimazione idrica quando non si sa dove mandare l'acqua e la pioggia che arriva a valle. Occorre prima uno studio serio per capire l'assetto idrogeologico del territorio ed intervenire per riequilibrarlo correttamente. Non e' a colpi di ordinanza, mettendo la gente al muro, che si rivolve il problema. Non e' cosi' che si scarica il problema". Non e' in tono polemico che Coldiretti vuole affrontare la fase delicata dell'emergenza, ne iniziare un processo ai colpevoli o presunti: "serve senso di responsabilita' da parte di tutti, degli amministratori e del funzionari, e di tutti gli attori del territorio, ed anche della stampa che segue le vicende". Tongiani torna a chiedere lo sblocco immediato dei 480 mila euro gia' stanziati dalla Regione Toscana relativi all'alluvione del 2010: "Non basteranno - conclude Tongiani - ma intanto daremo ossigeno alle imprese".