Roma, 14 nov. (Adnkronos) - "A Washington non ci sono muri romani...". L'ambasciatore degli Stati Uniti David Thorne non nasconde la soddisfazione per il completamento dei lavori che, lungo il perimetro dell'ambasciata, hanno migliorato gli arredi urbani e la viabilita' e restituito agli occhi dei romani alcuni resti archeologici inglobati in una recinzione esterna agli edifici diplomatici. I lavori, spiega il sindaco Gianni Alemanno, presente alla breve cerimonia di inaugurazione in via Lucullo, sono il frutto di "una lunga collaborazione" e per il Comune rappresentano "un gesto di cortesia verso gli Stati Uniti, ma anche un fattore di sicurezza per tutta la citta'". La storia dei lavori attorno all'ambasciata inizia nel 2007, dando priorita' al lato che affaccia su via Veneto, che venne consegnato nel marzo 2008. In quell'occasione, da parte del Comune di Roma venne anche ceduta all'ambasciata l'intera via Friuli, oggi totalmente inglobata all'interno del compound della sede diplomatica. Il resto dei lavori, che interessavano via Boncompagni, via Sallustiana, via Lucullo e via Bissolati, nonostante il progetto fosse approvato, non venne effettuato. Poi, trovate le risorse finanziarie, a marzo di quest'anno sono stati avviati i nuovi lavori, conclusi ad agosto e costati 620mila euro. "Noi dell'ambasciata siamo contentissimi e molto grati per le spese sostenute dal Comune per noi -dice ancora Thorne- non solo abbiamo sistemato la sicurezza, ma anche la bellezza" del posto. Quello della sicurezza e' uno degli aspetti su cui sia Thorne che Alemanno insistono di piu', perche' "dopo l'11 settembre e' cambiato tutto" e i lavori, spiega l'ambasciatore consentono a "tutta la zona", non solo all'area dell'ambasciata, di essere piu' sicura.