(Adnkronos) - "Occorre allo stesso tempo pensare da subito - continua Gentili - a una politica che eviti di costruire, come purtroppo troppo spesso si e' fatto, in aree a forte rischio idraulico, ma la necessita' piu' forte e' quella di trasferire da subito risorse economiche agli enti locali, allentare il patto di stabilita' e consentire l'utilizzo delle risorse necessarie per la piu' grande opera pubblica che possiamo realizzare che e' rappresentata proprio da una corretta gestione e manutenzione del territorio. La Maremma non ha retto alla furia delle acque con danni spropositati e incalcolabili che rischiano di mettere in ginocchio un'intera economia basata sull'attivita' turistica e agricola di qualita' e su un reticolo di imprese di grande eccellenza che sono stati gravemente danneggiati da questo evento eccezionale che ha colpito senza risparmiare nessuno l'intero territorio". "Ora bisogna passare dalle parole ai fatti, la macchina dell'emergenza e' gia' in azione e sta cercando di tamponare i danni tramite l'intervento delle istituzioni locali, della Protezione civile, del volontariato e degli angeli del fango, ma non basta, bisogna ragionare in termini di strategia per oggi e per il nostro futuro: la via della prevenzione e' l'unica da seguire, occorre una pianificazione degli interventi per la manutenzione ordinaria e straordinaria, per la cura e la gestione degli ecosistemi fluviali per il monitoraggio attento e scrupoloso del rischio idraulico per la messa in sicurezza delle aree a rischio idrogeologico anche in deroga agli obblighi relativi al patto di stabilita', senza tralasciare l'obbligo sacrosanto di non costruzione e delocalizzazione degli edifici da aree ad alta pericolosita'. Occorre dichiarare lo stato di calamita' per la Maremma e istituire, tramite una legge speciale, un percorso chiaro che individui obiettivi, priorita' e strumenti destinando a questo percorso senza esitazione ingenti risorse economiche. E non ci vengano a dire che i soldi non ci sono per la prevenzione, perche' prevenire in questo caso e' cento volte piu' economico che intervenire dopo i disastri per riparare alla meno peggio i guasti e i danni avvenuti".