Milano, 17 nov. - (Adnkronos) - "Nella Bce il modello italiano di vigilanza e' fra i pochi presi a riferimento per assetto e risultati". Lo sottolinea Fabio Panetta, vicedirettore generale di Bankitalia, presentando il 'Rapporto sulla stabilita' finanziaria'. In Via Nazionale si sottolinea come la sfida della futura Unione Bancaria e' quella di utilizzare le 'best practices' in materia di controlli e questo potrebbe portare ad una 'stretta' anche rispetto a modelli dell'Europa del Nord. Nel nostro sistema, comunque, si riaffermano i benefici di prassi "tradizionalmente scrupolose" che prevedono fra l'altro una 'centrale dei rischi' particolarmente efficace nel tenere sotto controllo le singole situazioni. "In Italia - si legge nel Rapporto - l'adeguatezza dei criteri di classificazione dei prestiti viene valutata dalla Vigilanza mediante periodiche, approfondite ispezioni in loco, al fine di contenere i rischi di forbearance". Inoltre Bankitalia segnala come "le riclassificazioni determinate dalle ispezioni rappresentano una quota significativa delle posizioni esaminate (ad esempio gli accertamenti ispettivi realizzati nel primo semestre del 2012 hanno condotto alla riclassificazione del 20 per cento dei prestiti esaminati)".Le banche italiane, si sottolinea a Palazzo Koch, sono seguite con una 'attenzione profonda' e la solidita' del sistema e' confermata dal fatto che non ha richiesto risorse pubbliche 'significative'. (segue)