Roma, 17 nov. (Adnkronos) - "Un'esperienza bellissima, stancante ma emozionante, dove il cinema italiano si e' difeso molto bene". Cosi' Valentina Cervi, unica italiana nella giuria del Festival del Cinema di Roma, commenta all'Adnkronos la sua esperienza da giurata. "Sono tanti i film che mi hanno colpito -dice Cervi- mi e' piaciuto molto quello della Donzelli, quello di Paolo Franchi e poi Peter Greenaway e Mike Figgis, anche se questi ultimi due non erano in concorso". Nessun condizionamento, assicura l'attrice, dovuto alla nazionalita' dei film. "Abbiamo cercato di non farci condizionare da questo -dice- anche perche' se no ognuno avrebbe dovuto combattere per il proprio Paese. Sicuramente i film italiani li ho guardati con un affetto diverso, ma sempre cercando di vedere l'originalita' e la necessita' che aveva il regista di raccontare una storia". Sulle polemiche che hanno accompagnato il film di Paolo Franchi 'E la chiamano estate', Cervi dice: "Siamo rimasti molto dispiaciuti da queste reazioni, che mi sono sembrate molto maleducate, fuori luogo, per un film molto personale e intimo. Sbagliato? Piu' che sbagliato lo definirei coraggioso, un film che si e' messo a nudo e quindi puo' creare dei conflitti". Secondo Cervi "sono cose che non dovrebbero succedere anche quando un film non ti piace. In un altro Paese non sarebbe accaduto, e mi rattrista -conclude- che sia successo proprio nel mio".