(Adnkronos) - Il libro dunque comprende anche un grossa mole di documenti, tra cui "alcuni riguardanti la commissione Mitrokhin che secreto' i verbali finali". Una scelta che Raisi oggi critica espressamente, chiedendosi il "perche' della secretazione parlamentare, quando la commissione doveva far luce su alcuni fatti per fare chiarezza davanti a tutti i cittadini?". Sulla strage alla stazione "e' stata fatta molta confusione, l'argomento e' molto difficile ed e' anche per questo che, oltre a fare una netta distinzione tra piste e depistaggi, nel mio libro - spiega ancora Raisi - ho voluto raccontare la storia in modo che tutti potessero leggerla, non solo gli addetti ai lavori". Ma in realta' la storia non e' ancora finita. "In questi giorni stanno uscendo ulteriori elementi sulla pista legata all'Flp - conclude Raisi - quindi in realta' non escludo che ci possa essere un secondo libro". Intanto pero' 'Bomba o non bomba' e' gia' nelle librerie e risponde di fatto al volume, con tesi opposte, scritto e pubblicato dal presidente dell'associazione delle vittime della strage Paolo Bolognesi che, nei giorni scorsi non ha escluso una possibile discesa in campo per la corsa al Parlamento, tra le fila del Pd. "Penso sia giusto che il suo partito, quello che lo ha sempre difeso gli dia un posto, anche se non se lo fara' - commenta Raisi - sebbene penso sia indelicato che un presidente di un'associazione delle vittime si metta in politica, nel caso dovesse essere eletto in Parlamento, sono ben contento che venga". Il confronto tra due, da sempre aspro, potrebbe dunque sportarsi dalle librerie all'aula di Montecitorio, dove Raisi conduce la sua annosa battaglia sulla bomba che 32 anni fa provoco' 85 morti e oltre 200 feriti. Una pagina buia della storia italiana per i quali la giustizia ha condannato in via definitiva 3 esecutori materiali, ma non ha ancora individuato i mandanti.