(Adnkronos) - E' un momento importante: "il 10 ottobre del 1943 - rileva Micol Forti - la questione della salvaguardia del patrimonio artistico italiano viene affrontato in un colloquio fra l'ambasciatore della Germania preso la Santa Sede e l o stesso Pio XII". Altra documentazione del 25 ottobre lascia credere che la Santa Sede stia rifiutando il progetto, ma poi all'inizio di novembre arriva la svolta. Per chiarire meglio i dettagli di quello che e' accaduto, rileva Forti, bisognera' aspettare l'apertura degli archivi segreti del Vaticano relativi al pontificato di Pacelli. In ogni caso in primo luogo nei musei allora diretti da Bartolomeo Nogara, affluiscono opere d'arte che erano conservate in depositi nel centro Italia. Perche' tutto quello che si trovava a Nord non era piu' raggiungibile; tuttavia nel centro del Paese erano gia' stati trasportati capolavori provenienti sia dal nord che dal sud del Paese. E pero' non tutto il patrimonio puo' essere trasportato, bisogna fare delle scelte, e poi ci sono anche dei sovrintendenti che non si fidano, temono che con l'occasione del viaggio verso Roma le opere vengano rubate dai tedeschi. "Il problema - spiega ancora Micol Forti - e' che i sovrintendenti, i direttori di museo, i curatori, devono fare una selezione in base a un concetto di qualita' che ovviamente cambia a seconda delle specializzazioni, e tuttavia questa selezione e' stata fatta perche' non tutto poteva essere spostato o ricoverato all'interno dei depositi previsti e non tutto poteva entrare all'interno del Vaticano che gia' aveva ampi spazi occupati dai rifugiati di guerra e dalle derrate alimentari che servivano per la sopravivenza degli stessi rifugiati". Quali opere salvare, pero'? "Si scelgono - afferma la studiosa - i grandi capolavori e sono i direttori dei musei a compiere questa scelta dolorosa". Qualche esempio: "i Botticelli degli Uffizi i Raffaello e i Piero della Francesca di Brera, 'l'Amor Sacro e l'Amor Profano' della Galleria Borghese, ma ovviamente le sculture di Bernini restano invece nella Galleria Borghese perche' era impossibile trasferirle da li"'. (segue)