(Adnkronos) - Cerimonie che sul momento appagano i sogni dei neocavalieri, successivamente lasciano l'amaro in bocca quando si scopre di essere stati insigniti di un ordine non riconosciuto. Una volta terminata la cerimonia, rigorosamente con nomina in lingua latina, i neocavalieri usciti per strada coperti di medaglie, mantelli e croci sfavillanti, incamminatisi per mostrare a tutti la loro gloria, si sono messi anche in bella mostra di fronte alle telecamere dei finanzieri del Nucleo Mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Treviso, appostati in borghese per filmare il tutto. Quindi, presso gli uffici delle Fiamme Gialle, i cavalieri, ignari della truffa, sono stati interrogati e hanno confermavano il loro desiderio di possedere un titolo risultato poi inesistente. Cosi' il Principe e Gran Maestro dell'Ordine, residente in Puglia, ed il suo Marchese Gran Cancelliere con Collare, residente a Treviso, dovranno difendersi di fronte alla Procura della Repubblica di Treviso, per aver pubblicamente ed illecitamente conferito onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche nel territorio italiano.