Crotone, 13 giu. (Adnkronos) - Antonio Di Pietro (Idv) ha scritto al ministro dell'Ambiente sui rifiuti nel crotonese. "Dopo la chiusura da parte di Eni di alcune grandi fabbriche di Crotone - ricorda nel testo - quali Pertusola Sud, Montedison e Enichem (oggi Syndial) nel 1999, non e' stata avviata la bonifica dei siti industriali e sono state, altresi', smaltite in modo illegale le scorie di produzione". Le indagini della Procura di Crotone "hanno acclarato - scrive ancora Di Pietro - l'esistenza di vaste discariche non autorizzate di rifiuti tossici e nocivi, a seguito dello smaltimento di scorie di produzione all'interno dello stabilimento Pertusola Sud, sotto i piazzali degli istituti scolastici e della questura nonche' nel mare" e in questi giorni sono in corso due processi penali nei confronti della Syndial "accusati di omicidio plurimo colposo aggravato dalla colpa cosciente e di disastro ambientale per aver smaltito illegalmente elementi tossici quali Arsenico, Antimonio, Cadmio, Vanadio, Piombo, Rame e Zinco - come riscontrato con relazione tecnica di Environ Italy srl - che hanno causato la morte per mesotelioma pleurico e abestosi di alcuni cittadini adiacenti agli stabilimenti industriali". Il leader dell'Italia dei Valori fa notare che "in un territorio dove importanti sono gli interessi dell'Eni soprattutto nel campo dell'estrazione di gas metano, con nove postazioni che assicurano il 15% della produzione nazionale, non si registra nessun intervento del Governo che imponga all'Eni un'integrale bonifica delle aree contaminate cosi' da salvaguardare la salute dei cittadini e creando, al contempo, nuove prospettive di sviluppo e di occupazione".