Palermo, 13 giu.- (Adnkronos) - Era il novembre del 1993 e oltre trecento boss mafiosi lasciarono il carcere duro perche' l'allora ministro alla Giustizia Giovanni Conso, oggi indagato per false informazioni nell'ambito dell'inchiesta sulla trattativa tra Stato e mafia fece scadere il 41 bis per "dare un segnale positivo di distensione" dopo le stragi mafiose del '92 e del '93. Nell'interrogatorio reso ai magistrati di Palermo, l'ex ministro Giovanni Conso non e' pero' riuscito a spiegare il perche' di quella decisione alquanto insolita. "Tutti parlavano - disse il 21 dicembre scorso ai pm - anche i giornali, c'erano continue riunioni, ciascuno voleva dire la sua, mentre la norma dice che e' il ministro, e' un potere del ministro, potere/dovere del ministro prorogare o non prorogare". Conso ribadi' di avere agito "in totale autonmia e solitudine" nell'avere revocato il carcere duto per i 373 boss. "L'ho scelto io - spiegao' ai magistrati - e ho fatto una scelta anche legata alla disponibilita' delle persone".