Roma, 14 giu. - (Adnkronos) - L'irruzione alla scuola Diaz e la caserma di Bolzaneto sono la "riedizione dei campi di concentramento". L'avvocato Francesco Romeo, difensore di diversi no global feriti la notte del blitz del 2001 alla Diaz, sintetizza in questo modo i fatti avvenuti 11 anni fa a Genova. "A distanza di tanto tempo -afferma l'avvocato Romeo- non c'e' stata ne' una lettera ne' un gesto di scuse da parte dei responsabili dei pestaggi. Lo Stato doveva stare dalla parte dei seviziati e non lo ha mai fatto". Una prova di quanto sostiene l'avvocato la deduce dal fatto che "l'Avvocatura dello Stato poteva costituirsi parte civile contro i poliziotti e non lo ha fatto". Tra i suoi clienti l'avvocato ha il caso di "Lena Zulke, una ragazza -spiega- che non cammina piu'. E poi ce n'e' un'altra, Melanie Ionas, che ha rischiato di morire se non fosse andata in tempo l'ambulanza. Eppure in 11 anni ne' una lettera, ne' nessun altro gesto di scuse. Il fatto -sostiene ancora Romeo- e' che si e' arrivati a questo giudizio con degli imputati che si sono visti tutti promuovere".