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Teatro: pronta la stagione 2012-13 del Metastasio di Prato

domenica 17 giugno 2012

2' di lettura

Firenze, 15 giu. - (Adnkronos) - Un programma intenso, e pieno di spunti in un momento difficile, quello della stagione teatrale 2012-13 del Teatro Metastasio-Stabile della Toscana di Prato illustrato oggi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della Regione. Segnato dal decennale della scomparsa di Carmelo Bene, a cui sara' dedicata una notte nel ricordo di quelle del grande attore-autore ha trascorso nel teatro pratese, segnate da prove e bottiglie di whisky. E dalla Tempesta, quella dei tempi che stiamo attraversando, quella classica di Shakespeare e quella rivisitata dai Pupi della compagnia dei Colla con la voce narrante di Eduardo De Filippo. A parlare degli spettacoli, tanti e importanti che vogliono ribadire il ruolo del Metastasio di teatro stabile della Toscana , il presidente Umberto Cecchi e Paolo Magelli, direttore del teatro e regista. Con loro non sono mancati, ribadendo il sostegno delle isitituzioni pubbliche a questa importante realta' culturale, Edoardo Nesi, assessore alla cultura della Provincia di Prato, e Anna Beltrame, assessore alla cultura del Comune di Prato. "Aumentano i consumi di cultura, dicono le statistiche che indicano un + 2,6 a livello nazionale; forse proprio una risposta alla crisi - ha detto nel suo saluto l'assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti -. Comunque un segnale che chi governa, a qualsiasi livello, non deve e non puo' trascurare. La cultura e' alla pari dell'istruzione: un bene da garantire, perche' utile alla crescita di ogni popolo, non solo sul piano economico". "La Regione tiene anche per questi motivi al centro della sua attenzione il teatro stabile della Toscana Metastasio di Prato - ha aggiunto l'assessore Scaletti - e ne incrementa, sia pure di poco, la dotazione economica annua: da 650mila a 700mila euro. Sul versante economico viviamo tempi difficili, come ben sappiamo; tempi in cui il contributo dei privati anche nel settore culturale diventa importante se non essenziale. Ma il settore pubblico deve continuare a fare la sua parte fino in fondo per rispondere ai propri compiti di indirizzo, in cui la cultura deve essere strumento strategico di rilancio anche economico".

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