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Omicidio Sanaa: Cassazione, reato sarebbe stato grave anche in Marocco

domenica 23 settembre 2012

1' di lettura

Roma, 17 set. - (Adnkronos) - Nessuna attenuante al padre di Saana Dafani, Elketaoui, da parte della Corte di Cassazione. La suprema istanza, nelle motivazioni della sentenza depositata oggi, rigetta i ricorsi presentati dall'uomo, condannato a 30 anni per l'omicidio della figlia, "rea" di aver voluto andare via di casa per convivere con il fidanzato. Secondo la Corte sono "soverchianti gli elementi" a carico dell'uomo, in particolare "l'accanimento e la ferocia dimostrata nei confronti della figlia", il trovarsi da anni in un contesto culturale che "non condivide il tipo di ossessione da lui coltivata", il "costituire il fatto commesso un grave reato anche in Marocco, paese d'origine dell'imputato". Elketaoui aveva infatto invocato, tra le altre discolpe, anche la sua cultura d'origine. La corte, si legge infine nella sentenza 35496, rigetta tutti i ricorsi e condanna Elketaoui al pagamento delle spese processuali.

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