Cagliari, 19 set. - (Adnkronos) - "I cantieri edili, come qualsiasi altro luogo dove si lavora, hanno precisi piani da rispettare in materia di sicurezza e, quando avviene un incidente mortale come quello accaduto ieri mattina nel cantiere dell'Anas sulla 131, significa che l'insieme delle norme che avrebbero dovuto garantire la sicurezza, non e' stato rispettato". Lo chiede la Fillea-Cgil della Sardegna, all'indomani dell'incidente mortale di Fabiano Murgia, operaio 25enne ucciso ieri sulla Ss 131 schiacciato da un rullo compressore. "Percio' - si legge in una nota - la morte sul lavoro non e' mai una fatalita' ma e' il risultato di una scarsa attenzione sui sistemi di sicurezza che non puo' essere scaricata sull'operato dei singoli lavoratori". Nell'esprimere cordoglio e vicinanza alla sua famiglia, il sindacato "denuncia una realta' edile in cui troppo spesso, per la crisi, i tagli degli investimenti, le regole dei subappalti, l' assenza di controlli adeguati, la sicurezza passa in secondo piano". Da qui l'appello del segretario regionale della Fillea, Chicco Cordeddu: "Alle committenti pubbliche chiediamo piu' responsabilita' e un impegno concreto nel contrasto della logica dei ribassi d'appalto, perche' i primi a subire le conseguenze sono i lavoratori che nei cantieri rischiano la vita".