(Adnkronos) - Per gli abitanti di Joppolo e frazione, la festa e' "solenne", al pari di quella campana: "Si inizia a prepararla un mese prima e le processioni a ridosso della data durano piu' giorni". In Calabria, poi, aggiunge il sindaco, non si mobilitano solo gli abitanti di Joppolo, che - tra l'altro - si chiamano in maggioranza 'Gennaro', ma c'e' un vero e proprio esodo dalla provincia di Vibo e Reggio Calabria per visitare l'altarino sacro di Caroniti posto su una pietra dove si dice sia rimasta l'impronta del piede del santo. "Da qui partono anche per l'Argentina per festeggiare con gli emigrati di un tempo". San Gennaro nacque in una famiglia povera - continua il primo cittadino - perse la madre e fu allevato dal padre che lo mise a guardia dei maiali. E' in questo momento che fece i suoi primi miracoli": tracciava linee con il suo bastone che i maiali non oltrepassavano oppure trasformava del pane "bruno e raffermo in pane di ottima qualita'". Cosi', per lo meno, narrano le 'agiografie' calabresi, ma ci sono documenti storici autentici che mettono in luce alcuni particolari. "Il primo - spiega il sindaco - attesta che magistrati e vescovi di Nicotera e Joppolo nel XVII e XVIII secolo firmavano le proprie carte o definendosi 'episcopi san Ianuari' oppure chiedendo la grazia e l'intercessione dello stesso 'San Ianuari". "Oltretutto - conclude Dato - alcune ricerche archeologiche hanno ipotizzato la presenza di una chiesa a Calafatoni che sorgerebbe proprio sulle rovine della casa del santo, ma di cui ora, purtroppo, rimangono solo rovine e poche tracce".