Roma, 20 set. - (Adnkronos) - A centodieci anni dalla nascita (Luzzara 20 settembre 1902) e trenta anni dopo il conferimento della cittadinanza onoraria di Reggio Emilia, Cesare Zavattini 'trova casa' nel capoluogo emiliano: e' stata infatti perfezionata la donazione fatta dagli eredi di Zavattini alla citta' ed e' stato aperto, alla biblioteca Panizzi, l'archivio che raccoglie materiali di ogni genere riconducibili all'intellettuale, che lo storico della letteratura italiana e critico Giulio Ferroni definisce come "uno di quei personaggi del '900 che si e' mosso su piu' terreni della cultura con un forte senso della vita, anche nei momenti piu' critici. Una figura veramente positiva, come non ce ne sono molte nella cultura del secolo scorso". L'archivio di Reggio Emilia, spiega all'Adnkronos Rosaria Campioni, soprintendente per i Beni librari e documentari dell'Emilia Romagna e' "enorme e comprende vari tipi di materiale, perche' oltre la varie lettere ci sono i lavori cinematografici, le fotografie, gli echi della stampa, i libri e i video". Il processo per dare vita a questo archivio e' stato lungo e complesso: "Alla fine degli anni '80 -prosegue Campioni- si e' iniziato a lavorare con gli eredi in modo da poter valorizzare questo patrimonio. Prima pero', era necessario conoscerlo, e dunque inventariarlo e descriverlo: per questo ci fu una prima convenzione tra il Comune di Reggio Emilia, l'Istituto per i Beni culturali e gli eredi per inventariare questo materiale. Un lavoro che si inizio' a svolgere nella casa di Roma dove ha abitato Zavattini", per poi proseguire "a Reggio Emilia, lavorando in loco con i conservatori della Biblioteca Panizzi". (segue)