(Adnkronos) - A giudizio di Marini "deve considerarsi impropria ogni forma anche indiretta di sovrapposizione fra la vicenda processuale e il dibattito interno agli organismi associativi dei magistrati, restando la prima ancorata al rispetto delle norme e, dunque, estranea alle diverse regole e logiche del confronto associativo e di quello politico. Tale distinzione costituisce fondamento della nostra civilta' giuridica ed e', da un lato, parte della legittimazione del magistrato allorche' agisce nell'ambito delle proprie funzioni e, dall'altro, presupposto della possibilita' stessa per i magistrati di affrontare con serenita' i profili di ordine culturale, politico e deontologico che si rendono attuali". "In tale contesto -aggiunge- l'esercizio del diritto di critica dei provvedimenti giudiziari non puo' essere escluso per i magistrati, ferma restando la necessita' che sia da loro esercitato in forma documentata, continente e rispettosa di tutte le parti. Tale diritto deve essere assicurato a maggior ragione allorche' prende forma di corrispondenza privata e di scambio di opinioni nel corso di riunioni e seminari". 8segue)