Roma, 21 set. - (Adnkronos) - "Si stenta a credere" che Magistratura Democratica "preferisca prendersela con un magistrato come Ingroia (neppure nominato eppure individuabile oltre ogni dubbio) proprio nel momento in cui egli -con altri valorosi colleghi- e' impegnato nella difficilissima inchiesta solitamente rubricata alla voce 'trattative' tra Stato e mafia". Lo sottolinea il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli in una lettera al Corriere della Sera. "Un'inchiesta -rileva- sulla quale e' lecito esprimere valutazioni e giudizi anche assai diversi. Ci mancherebbe. ma senza che mai venga meno il rispetto comunque dovuto ad un impegno coraggioso guidato dall'interesse generale all'osservanza della legge". Gli interventi di Ingroia, osserva Caselli, "si sono sempre mantenuti su un piano generale, di storia della mafia e dei suoi intrecci perversi con la politica". A giudizio di Caselli, "Md, che un tempo era 'eresia' introdotta in un corpo burocratico sostanzialmente conformista, oggi non puo' orientarsi (quali che siano le intenzioni contingenti) verso forme di sgradevole 'normalizzazione"'.