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Salute: disturbi alimentari per 6% giovani italiane, moda sempre piu' colpita

Salute
domenica 23 settembre 2012

2' di lettura

Roma, 21 set. (Adnkronos Salute) - Anoressia, bulimia e altri disturbi alimentari "sono un fenomeno in aumento in Italia, dove c'è una sempre maggiore attenzione nei confronti dell'immagine. E i settori dove queste malattie sono più diffuse rimangono la moda, che presenta ancora oggi in passerella donne 'impossibili', e lo sport, in particolare la danza". A tracciare il quadro della situazione è Nazario Melchionda, presidente della Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (Sisdca) e professore associato di Endocrinologia all'Università di Bologna Alma Mater Studiorum. Anoressia, bulimia e disturbi non altrimenti specificati (nella terminologia inglese definiti come Ednos: Eating Disorders Not Otherwise Specified). Le stime dicono che, tra le giovani donne, l'incidenza di queste malattie sia dello 0,5% per l'anoressia, tra l'1% e il 2 % per la bulimia e circa del 3-4% per i disturbi Ednos. In sostanza si può affermare che circa il 5-6% della popolazione femminile tra i 12 e i 25 anni, soffre di un alterato e patologico rapporto con l'alimentazione e il corpo. Una percentuale che, secondo la Sisdca, può salire al 10% considerando anche i disturbi parziali, cioè quelle situazioni non ancora patologiche, ma che possono rappresentare un campanello d'allarme. "Una volta, la Venere di Milo era considerata una donna bellissima - dice Melchionda all'Adnkronos Salute - oggi viene ritenuta 'grassa'. La moda oggi è intrusiva: per vendere vestiti si farebbe di tutto, così nelle sfilate appaiono donne" ancora oggi magrissime. Ma, avverte l'esperto, "la restrizione alimentare a cui ci si sottopone per essere così filiformi genera uno scompenso ormonale che crea una situazione simile a quella della dipendenza dagli stupefacenti: quasi nessuna anoressica rimane tale per tutta la vita, in maggioranza diventano tutte bulimiche. Le vie neurali del sistema di ricompensa nel nostro cervello, infatti, sono uguali per il cibo e per la droga. E quando ci priviamo, ad esempio, dello zucchero, il cervello vai in 'tilt', così le malate perdono il controllo della situazione". Melchionda ricorda quindi che è la bulimia il disturbo più insidioso: "L'anoressia - spiega - è una patologia che si nota e che più spesso finisce sui giornali, con le foto di donne emaciate e palesemente malate. E poi - ribadisce - una anoressica 'pura' è molto rara: nel giro di sei mesi, un anno, tutte diventano bulimiche. La bulimia, invece, è più subdola, non si vede, e le pazienti riescono a tenerla nascosta anche per anni. La paziente anoressica - dice ancora l'esperto - è inoltre egosintonica, cioè è convinta di stare bene, mentre la bulimica sta male e si svela nel momento in cui chiede un aiuto, ha bisogno di curarsi". Insomma, conclude, "i disturbi alimentari sono molto più simili alla dipendenza da droga di quanto si possa immaginare".

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