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Medicina: 'Morire per essere magri', su Doctor's Life in prima tv

Salute
domenica 23 settembre 2012

2' di lettura

Roma, 21 set. (Adnkronos Salute) - Erin guarda allo specchio il suo corpo emaciato di 14enne, messo a dura prova da tre mesi di dieta da fame. E descrivendo ciò che vede, dice: "Sono grassa e brutta, provo solo delusione". Milioni di giovani donne come lei in tutto il mondo sono colpite da disturbi alimentari. Preoccupate dal loro peso e ossessionate dall'immagine, cadono vittime dell'anoressia e della bulimia. A studiare le radici di questa allarmante epidemia e a mettere in luce nuove e promettenti terapie è il documentario della Pbs, la televisione pubblica americana, dal titolo 'Morire per essere magri' ('Dying to be thin'), curato nella versione italiana da Doctor's Life, il canale 440 di Sky dedicato alla formazione e all'informazione medica edito dall'Adnkronos Salute, che da stasera alle 22 lo trasmetterà per la prima volta in Italia. L'anoressia nervosa, definita come avversione persistente al mangiare, è il più letale di tutti i disturbi psichiatrici: le sue vittime muoiono di malnutrizione e altre complicazioni. Secondo uno studio della Mayo Clinic, l'anoressia è aumentata del 36% ogni cinque anni a partire dal 1950. La bulimia nervosa è una condizione correlata, caratterizzata da abbuffate seguite da induzione del vomito, uso di lassativi o esercizio fisico eccessivo per liberarsi delle calorie in più. Oggi circa otto milioni di persone nei soli Stati Uniti, soprattutto donne, soffrono di anoressia e bulimia. Le più a rischio sono le ragazze tra i 15 e i 24 anni d'età. Le giovani donne "sono infatti sempre più in sintonia con la cultura della celebrità, in cui i corpi di modelli e attrici sono molto più sottili di quanto lo siano mai stati in passato", avverte il dottor Joan Brumberg, storico della Cornell University. "Questo è molto seducente per le giovani ragazze, che difficilmente resistono alla tentazione di emularli". Il documentario entra poi nel mondo del ballo, con un viaggio all'interno del New York City Ballet e dell'American Ballet Theater, esplorando le vite tormentate delle ballerine, a cui viene imposto di mantenere un peso corporeo del 15% al di sotto del valore ideale per la loro altezza. In sostanza, un peso da anoressica. Ma nel 1997, il mondo della danza è rimasto stordito quando una componente del Boston Ballet, Heidi Guenther, è morta all'età di 22 anni perché il suo cuore non ha retto. La causa sembra essere stata proprio un disturbo alimentare. Le telecamere si focalizzano infine sul mondo della moda, in questi giorni sotto i riflettori anche in Italia per l'avvio della settimana delle sfilate di Milano: viene raccontata la storia della ex supermodella Kate Dillon che, stufa di essere costretta a perdere sempre più peso, ha deciso di mettere su qualche chilo e di diventare indossatrice per taglie comode. Una decisione premiata con un posto fra le 50 più belle donne dell'anno riservatole dal magazine 'People'.

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