Palermo, 21 set. - (Adnkronos) - "Sulla vicenda del presunto assenteismo registratosi nell'ufficio di Palermo del Garante, ci difenderemo, adeguatamente, nelle sedi opportune. Quella che francamente e' inaccettabile e' la posizione del senatore Salvo Fleres, che si erge a vittima e a pubblico censore, usando espressioni false e di una gravita' inaudita con lo scopo di allontanare da se' sospetti e giudizi sul suo negativo operato". Lo dice Lino Buscemi, dirigente dell'ufficio di Palermo del Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti, a proposito dell'inchiesta per assenteismo della Guardia di finanza. "Ricordo - aggiunge - che il garante Fleres, da quando (fine 2006) e' stato nominato (con decreto del presidente della Regione di allora Toto' Cuffaro) ha percepito 425.000 euro di indennita' quale compenso per avere brillato per 'presenza' nelle sedi istituzionali di Palermo e Catania e nelle 28 carceri siciliane. Il governo regionale presieduto da Raffaele Lombardo - ricorda Buscemi - aveva deciso nella finanziaria 2012 la soppressione della figura del Garante dei diritti dei detenuti. La norma governativa, poi, non ha retto in Aula e in sostituzione e' stata approvata una proposta che ha ridotto a titolo gratuito l'incarico". "Riguardo al compenso del Garante per il 2011 (in tutto 99.000 euro) - conclude Buscemi - l'ufficio e' ancora in attesa della formale lettera di rinuncia da parte del senatore Fleres, in quanto lo stesso si e' limitato a chiedere soltanto la sospensione del pagamento delle sue spettanze. Anch'io ho piu' volte rappresentato l'anomala situazione di un Garante che da piu' di sei anni pretende di assolvere il suo mandato da Roma (da un ufficio del Senato) o dalla sua segreteria politica personale catanese".