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Lirica: Vergnano, per guidare i teatri servono giovani (2)

domenica 23 settembre 2012

2' di lettura

(Adnkronos) - "Il rischio che si corre -avverte Vergnano- e' che nessuno in futuro ci dia credito perche' rischiamo di non essere piu' affidabili. Cosi' facendo, l'Italia, paese che ha tra le eccellenze della propria tradizione l'opera lirica, rischia di chiudere i teatri. Non vorrei che tra qualche anno chi vuole vedere l'opera italiana, sia costretto ad andare al Metropolitan o in Germania". Vergnano, che guida il Regio dal 1999, sottolinea come "quando sono arrivato qui, con il solo contributo statale pagavo i conti del teatro. Adesso lo faccio con quelli statali, comunali e della Regione. Ancora il nostro bilancio e' a posto -afferma- ma un'ulteriore riduzione dei finanziamenti potrebbe farci uscire dai binari. Noi ci stiamo impegnando ad aumentare le nostre risorse, anche se e' difficile, soprattutto in una realta' come Torino dove la crisi della Fiat potrebbe avere un effetto domino sulle altre realta' industriali". Cita, Vergnano, la neonata Associazione 'Amici del Regio', che "potrebbe trasformare lo spettatore in 'parte della famiglia' del teatro", ma respinge l'idea che nel finanziamento alla cultura i privati possano sostituirsi allo Stato. "Nessun privato investe in qualcosa che lo Stato abbandona, dalla quale si ritira. Noi abbiamo certamente il dovere di cercare risorse aggiuntive, ma lo Stato deve fare la sua parte". Quanto al successo del Regio, che con la guida di Vergnano e' diventato uno dei teatri italiani con la maggiore credibilita' internazionale, dice: "La cosa migliore per dirigere un teatro e' entrare in punta di piedi quando si arriva. Bisogna credere in cio' che si deve fare, trasferirlo lentamente agli altri in modo che tutti condividano il tuo pensiero". Vergano dice di essere stato "fortunato, perche' -spiega- ho trovato un teatro che aveva i conti a posto, anche se c'era una situazione interna compromessa e una reputazione non proprio bella. Oggi il Regio gode di affidabilita' internazionale e di qualita' artistica che altre fondazioni liriche non possiedono". Il teatro ha chiuso un accordo con la Deutsche Grammophon per la realizzazione di due cd, uno con Anna Netrebko e un altro con Rolando Villazon che cantano arie verdiane, entrambi accompagnati dall'orchestra della fondazione torinese guidata dal suo direttore Gianandrea Noseda. Il trucco c'e': "Abbiamo separato le vertenze sindacali dall'attivita' artistica. Se qualcuno rivendica qualcosa, e lo fa anche aspramente, quando c'e' da prendere il violino in mano, lo prende senza esitare e suona. In 13 anni e' saltata una sola recita". Non solo. Nel dicembre 2011 Vergnano ha ottenuto un accordo sul lavoro, a costo zero, per aumentare la flessibilita' ed affrontare la crisi. "Ho incontrato i lavoratori del teatro -spiega- e ho chiesto loro di aumentare la produttivita' a parita' di costi". (segue)

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