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Italiani trovano le miniere di re Salomone

I fratelli Castiglioni localizzano in Etiopia le ricchissime zone aurifere
di domenico d'alessandro sabato 9 ottobre 2010
2' di lettura

Due archeologi italiani, Alfredo e Angelo Castiglioni, avrebbero localizzato le miniere di re Salomone dalle quali proveniva l'oro regalatogli dalla regina di Saba. L'importante scoperta è in Etiopia ma è stata resa nota oggi, a Rovereto, durante l'ultima giornata della XXI Rassegna internazionale del Cinema Archeologico. Secondo i due archeologi non vi è ancora la certezza, ma tutti gli indizi sembrano portare in questa direzione. "Abbiamo compiuto cinque missioni, tra il 2004 e il 2008, per cercare le antiche zone di estrazione - hanno raccontato i due studiosi - Le prime tre, nel Beni Shangul (Etiopia sud occidentale), fruttarono la scoperta di enormi zone aurifere, sfruttate nell’antichità; ancora oggi vi si lavora con gli stessi metodi e utensili di allora, e alcune profonde gallerie sono tutt'ora chiamate dalla gente locale 'le antiche miniere di re Salomone'". Le altre due spedizioni, invece, sono avvenute nella zona dei monti dell'etnia Guji, nell'Etiopia sud-orientale. "Una zona aurifera fu probabilmente rivelata al sovrano ebraico dalla regina di Saba - proseguono i due studiosi - quando si recò a Gerusalemme portando in dono 120 talenti d’oro", come si legge sulla Bibbia (secondo cui la quantità d’oro che affluiva ogni anno nelle casse di Salomone era di 666 talenti, e ogni talento corrispondeva a circa 30 kg di oro). I Castiglioni, però, nutrono dubbi sulla reale motivazione delle missioni della regina di Saba: sarebbe stata finalizzata solo a scambiare oro con rame (da Erodoto definito "il metallo più raro e pregiato di tutti per gli Etiopi"). Alfredo e Angelo Castiglioni, fratelli gemelli, hanno anche annunciato una prossima partenza, in programma nel gennaio 2010,  verso il porto archeologico di Adulis, in Eritrea: è il porto che anticamente collegava i traffici marittimi fra l’Oriente e il Mediterraneo. I due studiosi vogliono verificare l’ipotesi secondo cui la costa eritrea fosse la Terra di Punt, dalla quale Hatshepsut (il faraone donna della storia egizia) portò alla corte di Tebe merci rarissime e preziose, tra cui piante di incenso che avevano un valore sacro.

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Re Salomone
Regina di Saba
Alfredo e Angelo Castiglioni

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