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Trattativa Stato-mafia, indagato Mori

Il generale tirato in ballo da Ciancimino junior
di Albina Perri domenica 7 marzo 2010

1' di lettura

Ciancimino colpisce ancora. Giudicato evidentemente molto attendibile, con le sue parole ha convinto i magistrati a indagare ulteriormente sul generale Mario Mori, che due giorni fa, nel corso del processo a suo carico per la mancata cattura di Bernardo Provenzano, aveva detto lapidario: "Mai trattato con la mafia". La procura di Palermo, 18 anni dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio, ha deciso di non credergli e lo ha iscritto il generale  nel registro degli indagati nell’ambito dell’indagine sulla presunta trattativa tra Stato e mafia per fermare la strategia del terrore di Cosa nostra. Assieme al generale dei carabinieri, spunta il nome dello stretto collaboratore Giuseppe De Donno, e quelli dei boss Totò Riina, Bernardo Provenzano, nonchè del medico Antonino Cinà, descritto come il mediatore del patto.  I due ufficiali, come scrivono oggi alcuni quotidiani, sono stati indagati con l’ipotesi di "violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario". Nelle sue deposizioni Massimo Ciancimino aveva parlato della trattiva, del ruolo del padre, l’ex sindaco mafioso don Vito, e di quello "attivo" degli uomini dei servizi segreti, fra cui il misterioso "signor Carlo-Franco", e dei carabinieri. Alla luce di questa sorta di patto, secondo Ciancimino jr Provenzano avrebbe goduto di una sostanziale immunità che l’avrebbe preservato dalla cattura. 

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