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Berlusconi su Fiat: libera di produrre dove vuole

Il premier difende Marchionne, che ha scelto la Serbia per la nuova monovolume. E Sacconi convoca le parti
di Michela Ravalico sabato 24 luglio 2010

2' di lettura

Silvio Berlusconi spezza una lancia a favore di Fiat. La scelta di trasferire la produzione della nuova monovolume Zero in Serbia (anziché realizzarla in Italia a Mirafiori come promesso dal piano di rilancio industriale "Fabbrica Italia") "non è a scapito dell'Italia". Per il premier, che parla da Milano durante il vertice a due con il premier russo Medvedev, "Ogni gruppo è libero di collocare la propria produzione dove ritiene più conveniente. Spero soltanto che questo non accada a scapito della produzione in Italia e degli addetti italiani". Oggi, però, a Mirafiori, e in altri stabilimenti del gruppo, i delegati della Fiom hanno proclamato due ore di sciopero per protestare contro il trasferimento della produzione in Serbia. Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, confida in un dietrofront della Fiat, anche perché un ulteriore depotenziamento di Mirafiori rischia di avere serie conseguenze sulla sua città sul fronte occupazionale. "A Marchionne ho chiesto che si possa affrontare il nodo Mirafiori e mi è sembrato di trovare da parte sua ampia disponibilità", ha reso noto il sindaco del capoluogo piemontese. "Dico questo senza indulgere a facili ottimismi".    Sacconi convoca il tavolo - Le istituzioni, intanto, si muovono. Il ministro del Welfare Sacconi ha convocato i vertici delle organizzazioni sindacali per mercoledì prossimo, 28 luglio. All'incontro - oltre ai vertici di Fiat - parteciperanno anche il governatore Roberto Cota e il sindaco di Torino Chiamparino. Bonanni: "Basta che mantenga la produzione promessa" - Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni "non è tanto importante che la Fiat decida di delocalizzare la produzione di un'auto, l'importante è che in Italia mantenga le promesse di aumento della produzione", come aveva promesso Marchionne quando ha presentato il piano industriale Fabbrica Italia. "Chiederò a Marchionne che la promessa di produzione di 1.400.000, a fronte delle attuali 600.000, venga mantenuta. Che quella monovolume sia prodotta in Serbia, in Polonia o in Italia non è importante. A condizione però che nel sito di Torino ci sia un prodotto altrettanto importante, anche più importante".  Bersani contro il premier - Il capo dell'opposizione non condivide le parole in difesa di Fiat. " E'una curiosa affermazione- dice Bersani - l'espressione del premier secondo il quale un'azienda può produrre dove vuole". "Qui - ha aggiunto il segretario del Pd a margine di una festa del partito nel Bolognese - c'è un signore, Marchionne, che sta dicendo a mezzo mondo che in Italia non si possono fare le cose. Io, fossi il Governo, non gli consentirei di dire queste cose". Nella vicenda Fiat, ha aggiunto Bersani, "la responsabilità del governo è fortissima. L'azienda può avere delle intenzioni più o meno discutibili, ma il governo deve prendersi le sue responsabilità".

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