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La Russia sceglie i diritti umani

La pena di morte resta sospesa
di Albina Perri sabato 21 novembre 2009

2' di lettura

In Russia la moratoria sulla pena dimorte proseguirà anche dopo il primo gennaio 2010. Lo hastabilito la Corte costituzionale, che ha emesso oggi il suoverdetto. La Corte Costituzionale doveva valutare il ripristino dellapena, con la possibilita della reintroduzione da gennaio 2010. La moratoria sulla pena capitale attualmente in vigore resta dunque valida.La questione aveva provocato una accesa discussione all’interno tradifensori dei diritti umani, avvocati e giuristi. Ma vi era anche un problema dipolitica estera: Mosca, per aderire al Consiglio d’Europa, ha firmato laConvenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. Tuttavia, ilprotocollo numero 6, relativo all’abolizione della pena di morte, non èstato ratificato. L’ultima volta che è stata comminata la penacapitale in Russia, è stato nel settembre 1996, a Mosca. Poi l’alloraleader del Cremlino Boris Yeltsin ha firmato un decreto «per lariduzione graduale della pena di morte». Successivamente era stataintrodotta la moratoria dalla Corte Costituzionale il 2 febbraio 1999.La ragione principale per la moratoria era stata l’assenza di unagiuria in molti tribunali. Oggi, l’unica zona in cui non c’è giuria èla Cecenia, ma ci sono piani per reintrodurre tale istituto anche nellarepubblica caucasica con effetto dal prossimo primo gennaio. Inbase alle previsioni del regolatore, ogni persona accusata di un reatoparticolarmente grave, per il quale è prevista la pena di morte, potràbeneficiare di un’audizione davanti a una giuria. Ora secondoil primo vice presidente del Comitato per la sicurezza della Duma,Mikhail Grishankov, il problema non è tanto legale, quanto politico:«Un sufficiente numero di nostri concittadini sostiene la necessità diapplicare la pena di morte. Mentre ci sono avvocati che ritengono lapena di morte incapace di fermare il problema della criminalità. Sitratta di una questione di consenso sociale e di soluzioni politiche».Ma la reintroduzione della pena capitale di fatto comporterebbe unpasso indietro sui diritti umani della Russia e porrebbe un grossopunto interrogativo sulla presidenza Medvedev e sulla reale volontà didifendere lo stato di diritto. In passato la possibilità disospendere la moratoria era stata considerata soltanto nel 2006,durante il processo al membro superstite del commando che aveva presoin ostaggio un’intera scuola a Beslan, Nurpashi Kulayev. Allora la penadi morte venne commutata in ergastolo. Ma il processo ha provocato undibattito molto profondo nella società russa circa la revoca dellamoratoria. Finchè non intervenne l’allora presidente Vladimir Putin,ribadendo che la moratoria non si toccava.

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