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Marta salvata dopo 23 ore

Tra le mani una coperta
di Silvia Tironi sabato 11 aprile 2009

2' di lettura

Sono passate 23 ore da quella tragica scossa che ha raso al suolo la casa: e lei ha resistito, senza mai perdere le speranze. Lì, intrappolata sotto le macerie, Marta, studentessa di 24 anni di Teramo, ha atteso che qualcuno la trovasse, che qualcuno andasse a prenderla. E finalmente l'una di notte è arrivata, finalmente i soccorritori l'hanno individuata, e l'hanno estratta dalle macerie. I capelli neri sciolti sulle spalle, le lacrime agli occhi, la mano astringere un pezzo di coperta, nelle orecchie l'applauso deisoccorritori dopo un silenzio lungo un giorno. Marta Valente ce l'hafatta: 23 ore dopo la scossa che ha sbriciolato la sua casa nel centrostorico dell'Aquila, è uscita viva da quell'inferno di pietre, tubi,calcinacci e vetri. L'hanno tirata fuori gli speleologici del soccorsoalpino, dopo 5 ore di lavoro su quello che resta della palazzina diquattro piani in via Sant'Andre. "È stato un salvataggio molto, moltodelicato - racconterà Aldo, lo speleologo che le é stato vicino pertutto il tempo che i colleghi hanno impiegato per liberarla - c'eranotravi pericolanti molto vicine. E poi dovevamo fare attenzione a nonprovocare crolli, mentre tentavamo di liberarle le gambe". Marta deve aquesti uomini la sua vita, così come a tutti quelli che hanno lavoratoincessantemente sulle macerie della palazzina e lo deve alla fortuna. Isoccorritori l'hanno trovata stesa sul letto: accanto, a meno di 20centimetri dal suo corpo, una trave di cemento armato che si è staccatadal soffitto e che è stata la sua salvezza. Ha infatti evitato chesopra la testa e le gambe le finissero le altre due travi che sonocadute perpendicolarmente. La ragazza è rimasta così protetta ebloccata. Per tirarla fuori i soccorritori hanno smontato parte delletto in modo da abbassarlo e far così scivolare fuori le gambe.Studentessa di 24 anni della provincia di Teramo, Marta deva ancheringraziare Matteo, un ragazzo estratto dalle macerie dello stessoedificio alcune ore prima di lei. Appena uscito ha segnalato aisoccorritori che lei era incastrata là sotto e ha indicato il puntodove più o meno si trovava. Mentre l'applauso salutava Marta chetornava alla vita, accanto ai soccorritori un padre e una madre con losguardo perso e una coperta sulle spalle guardavano verso le macerie."Nostra figlia è ancora là sotto - ripetevano ai soccorritori senza piùvoce - tiratecela fuori, per favore, tiratecela fuori".

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