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Cai si ritira, i piloti felici

Berlusconi: è il baratro
di Albina Perri sabato 20 settembre 2008
4' di lettura

Roma –  Il tempo è ufficialmente scaduto e non si èancora giunti ad un accordo. Per Alitalia si annunciano prospettive allarmanti.Fonti presenti alle trattative con i sindacati dicono che la Cai, non avendo ottenuto unconsenso ragionevole alla proposta presentata, abbia ritirato la propriaofferta. La Cgile i sindacati autonomi che avevano rilanciato una controproposta (Filt, Sdl, Anpac, Up, Anpav e Avia) non sono statisufficientemente convincenti. Del resto, Colannino e i suoi l’avevano detto: ovi decidete o salta tutto. Così è stato. Secondo Cai, la drammatica situazionedi Alitalia e dei mercati internazionali “non permette di allungareulteriormente una trattativa che è stata approfondita e che ha portato anumerose concessioni. Ulteriori concessioni e dilazioni metterebbero irrimediabilmentea rischio la realizzazione del piano”. La Compagnia, si legge in un comunicato, “esprime lapiù profonda delusione nel constatare che non si è realizzata la prima e principalecondizione del progetto nuova Alitalia che avrebbe permesso la nascita di unanuova compagnia aerea competitiva malgrado il momento difficile per il settoreaereo e per l'economia in generale”. Cisl, Uil e Ugl erano pronte ad apporre lapropria firma a un accordo con la nuova società, mentre la Cgil e le cinque sigleautonome dei piloti e degli assistenti di volo hanno inviato una lettera aColaninno, al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, alministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e al presidente del Consiglio, SilvioBerlusconi chiedendo un nuovo incontro e una nuova trattativa. Fallita. I sindacati autonomi che hanno rifiutato l’offerta della Cai sembravano, almenostando a quanto scritto nella lettera contenente la controproposta, aperti“all'identificazione di un accordo sulle condizioni contrattuali di piloti,assistenti di volo e personale di terra”, e affermavano di essere, inoltre,disposti “anche a fare sacrifici temporanei e straordinari”. La contropartita?I sindacati volevano “la ricerca di una revisione della struttura retributivatale da consentire l'invarianza delle condizioni retributive in presenza di unaumento contrattato della produttività”, inserendo il tutto nel “quadro dicontratti nazionale relativi a ciascuna categoria”. Ma l’accordo è saltato e le parti non hanno trovato un terreno fertile su cuicostruire il futuro di Alitalia. Che, a questo punto, appare più nero che mai.Intanto, il commissario di Alitalia Fantozzi, secondo fonti sindacali, haspedito le lettere che comunicano la cassa integrazione ai dipendenti dellacompagnia aerea. Staranno senza lavorare per 12 giorni al mese 831 piloti, 1383assistenti di volo per 10 giorni al mese e 2072 assistenti di terra per 6giorni al mese. Il provvedimento riguarda 34 aerei che sono già a terra. Intanto, un gruppo di dipendenti Alitalia sta manifestandodi fronte alla sede dove si sta tenendo l'assemblea Cai e ha accolto con urla egrida di protesta la notizia del fallimento delle trattative sindacali. Alcunidi loro hanno applaudito e gridato “Buffoni, buffoni”, altri invece “Megliofalliti che in mano ai banditi”. La tensione è altissima. Il presidio dimanifestanti, composto ora da una trentina di persone, si è appostato concartelli che scandiscono cori all'indirizzo dei soci Cai, scandendo le frasicon fischietti. Il presidente Silvio Berlusconi esprime rammarico e pessimismo sul futuro diAlitalia, ora che l’opportunità di giungere ad un accordo appare sfumata persempre. “La Cai mi ha confermato che haritirato la sua offerta: la situazione è drammatica e potremmo essere di frontea un baratro”. “E' certo”, ha detto il premier, “che ci sono pesantissimeresponsabilità soprattutto di Cgil e associazioni dei piloti e non vorrei chequesta fosse proprio la soluzione che qualcuno ha auspicato”. A chi chiede seciò vuol dire fallimento di Alitalia, Berlusconi risponde: “Vedremo”.  Alla domanda se vi siano responsabilitàpolitiche, la risposta è: “Sì”. Non è chiaro di chi siano queste responsabilità. Se ilpremier e il ministro del Lavoro,Maurizio Sacconi, attaccano duramente il comportamento tenuto da Cgildurante le trattative, (“Il ritiro dell'offerta per la nuova Alitalia da partedella società cai è la logica conseguenza dell'assurda posizioneostruzionistica assunta dalla cgil in alleanza con le sigle autonome di pilotie assistenti", ha detto lo stesso sacconi), c’è chi crede che leresponsabilità siano attribuibili ad altre persone. "La colpa delfallimento della trattativa su Alitalia è di Berlusconi che ha messo in piediuna "operazione spregiudicata", ma ora è fondamentale tenere "inervi a posto". Lo dice PierluigiBersani, ministro dell'economia nel governo-ombra del pd.“Piuttosto che cercare capri espiatori, governo e presidente del consiglio siassumano le proprie responsabilità' per come hanno gestito tutta la vicenda Alitaliae la trattativa con le parti sociali". Così si difende il segretario generale della Cgil GuglielmoEpifani. Ma se Berlusconi, la maggior parte dei sindacati e tutto ilmondo politico guardano con estrema preoccupazione allo “sbriciolarsi” dell’offertadella Cai, i piloti applaudono, e sembrano soddisfatti del fallimento dellatrattativa. "Ora non c'è il baratro davanti a noi, come sostiene ilpremier Berlusconi, ma la prospettiva di un'offerta seria, che non penalizziRoma, come quella di Cai. In realtà, si voleva gettare a mare Fiumicino, perdare spazio, ancora una volta, a Malpensa, che ha già fallito tutti i suoiobiettivi. Il coordinamento autonomo dei piloti romani auspica ora l'entrata inscena di un gruppo straniero, con reali capacità finanziarie emanageriali". Lo dichiara, in una nota, Giovanni Mastronunzio, presidentedel coordinamento autonomo dei piloti romani, che raggruppa oltre 160piloti impegnati quotidianamente nei voli di linea, commentando il ritiro dell'offertaCai per Alitalia.

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