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Il Cavaliere ci ripensa:

federalismo prima di tutto
di Dario Mazzocchi sabato 27 dicembre 2008

2' di lettura

Silvio Berlusconi cambia l’ordine delle priorità: se ieri aveva indicato la riforma della giustizia come primo impegno da affrontare per il governo con il nuovo anno, oggi ha dichiarato che è il federalismo ad essere al primo posto. Cogliendo l’occasione per sgombrare il tavolo dal federalismo. “Adesso cominciamo bene l’anno, c’è il federalismo da fare, poi la giustizia e tante altre riforme”, ha detto ai microfoni di Sky Tg 24. Nel frattempo erano arrivate le parole di Enrico La Loggia, vice presidente del gruppo Pdl alla Camera, che aveva commentato l’intervista di Fabrizio Cicchitto rilasciato a Libero (pubblicata sul numero di oggi): “Il presidente Cicchitto indica con chiarezza gli obiettivi indispensabili e urgenti per l’inizio dell’attività parlamentare del nuovo anno”, ha affermato La Loggia. “Quella indicata dal presidente del gruppo è una posizione condivisa e coerente con il nostro programma, indicato con altrettanta chiarezza da Berlusconi nell'ultima campagna elettorale. Su questa linea ci muoveremo con determinazione e aperti al confronto con chi vuole realmente collaborare e non costruire dannosi steccati”. Il presidenzialismo, invece, non all’ordine del giorno, ha lasciato detto il premier. “Oggi stiamo occupandoci di misure urgenti, dato ciò che è successo, e quindi oggi non abbiamo assolutamente sul tavolo la riforma del presidenzialismo”, ha continuato di fronte alle telecamere di Sky. “Potremmo eventualmente prenderla in considerazione nella seconda parte della legislatura”. Quindi, più che un addio, un semplice arrivederci, almeno per il momento. Aggiungendo una piccola nota polemica: “I direttori dei grandi telegiornali si sono telefonati e hanno deciso di montare la panna, ma dando assoluta disinformazione ai lettori”. "Constituzione? Se necessario la cambieremo da soli" Riformare è comunque il verbo più usato dal presidente del Consiglio. Anche per la Costituzione: “Io penso che la Costituzione si cambierà soltanto per una certa parte", ha detto Berlusconi a Sky Tg24, "come è logico che sia saremo felicissimi di poter avere il consenso di tutte le forze politiche", ha continuato facendo riferimento ad un dialogo con l’opposizione che sembra però molto difficile. Ed infatti: "Non abbiamo mai detto che vogliamo cambiare la Costituzione da soli. Soltanto se saremo costretti per un comportamento irragionevole dell’altra parte, allora saremo nel dovere di farlo da soli perché abbiamo avuto il mandato da una forte maggioranza dei cittadini, che come vedete ancora oggi c'è ed è diventata più importante di prima"

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