Vorrei iniziare con un saluto, addirittura con un appello a Sergio Zavoli. Il quale non ha ottant’anni come credono tutti, non è così giovane, ma ne ha 85, eppure sembra ieri quando si muoveva a suo agio, insieme a Lassie e ai ragazzi di padre Tobia, nell’Italia senza tempo della tivù dei ragazzi e del Giro d’Italia. Zavolone è un prodotto tipico e ormai introvabile, depositato nei musei, e nelle baite della Valsugana, un pezzo unico, non ha età come la regina degli Elfi, dalla chioma ricchissima e profumata di borotalco. Torna tra noi Sergione, non rifiutare la proposta, fa’ il presidente della commissione di vigilanza alla Rai. Non startene più rintronato al Senato, dove sei francamente sprecato tra i vecchioni del Partito democratico. È il tuo anno. Imperversa la crisi del millennio, e non c’è niente di più adatto al nostro stato d’animo della tua malinconia, in fondo piena di tepore, di caminetto, di lepre in salmì. È buona cosa ti abbiano levato dal deposito dei salmoni affumicati e che tu possa esercitare il tuo ruolo magistrale di monumento alla lingua italiana, anche se un po’ salmistrata. Perché te n’eri fuggito lontano dalla Rai? Qui si chiude l’appello a Zavoli. Renato Farina su Libero di mercoledì