Si chiama 'Movimento per l’Italia'. Nasce alla destra del Popolo della Libertà, con l’obiettivo di entrare a far parte di quello che Daniela Santanchè chiama "il partito delle riforme". È la nuova creatura della Santanchè. O, come lo definisce metaforicamente il berlusconiani Denis Verdini, "l'affluente di un fiume più grande che potrà diventare l’oceano della libertà". Il perno sul quale ha fatto ruotare il discorso con il quale ha battezzato il suo movimento, potrebbe tranquillamente rappresentarne la “ragione sociale”: "Non saremo una formazione politica di protesta", ha detto la Santanché aprendo la convention del Movimento per L’Italia, "ma di proposta, perché vogliamo guardare al futuro per cambiare l’Italia". Dunque nessuna concessione ai reducismi, tantomeno ai nostalgici di un passato che non può, e non deve, tornare. Un modo, questo, per tagliarsi definitivamente i ponti alle spalle, ovvero con La Destra di Francesco Storace, in modo da iniziare a percorrere la strada, a dir la verità in salita, che porta al rientro dentro al Pdl. Per questa ragione, quello battezzato ieri a Roma, non è l’ «ennesimo partitino», ma un movimento che intende schierarsi con il Popolo della libertà, "il partito delle riforme", per cambiare l’Italia.