Pescara - Stamane Vincenzo Angelini, il re delle cliniche private abruzzesi, ha confermato tutte le accuse nei confronti dell'ex presidente della regione Abruzzo Ottaviano del Turco e degli altri indagati, tra i quali compare il nome di Luigi Conga, ex manager della Asl di Chieti. Fu proprio lui, secondo quanto detto da Angelini nel corso dell’incidente probatorio, a chiedergli 100 mila euro per il pagamento delle prestazioni da parte dell'Asl. L’inchiesta che ha scatenato la sanitopoli abruzzese e che ha portato, il 14 luglio scorso, all’arresto del presidente della Regione Ottaviano Del Turco e altri 10 tra amministratori, politici e imprenditori, è giunta a un punto cruciale. Angelini, il grande accusatore, afferma di avere versato oltre 15 milioni di tangenti, dei quali 5,6 a Del Turco, ma l'ex presidente sostiene che queste accuse sono la conseguenza dei "poteri forti alla minaccia che il lavoro della Giunta rappresentava per chi ha vissuto, per decenni, dei profitti legati alla sanita". Secondo Del Turco, "Angelini era tecnicamente fallitò" e “temeva di essere arrestato, era ossessionato dalle indagini della magistratura”. E nella magistratura Del Turco dice di avere fiducia, tant’è che non ha espresso l’intenzione di abbandonare l’attività politica, anche se “in questo momento”, afferma l’ex presidente della Regione Abruzzo, “devo riacquistare la dignità che mi hanno tolto". La Procura di Pescara aveva chiesto un ordine di custodia cautelare anche nei confronti di Angelini, ma il Gip rifiutò la richiesta ritenendo che la collaborazione dell'imprenditore potesse essere utile alle indagini.