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Il racconto di Happines, la psicologia dei clienti e la vita nei night club

mercoledì 8 febbraio 2023

2' di lettura

Happiness, è il nome d’arte con cui si fa chiamare Sara, romana di 26 anni, che ha deciso di raccontarci il suo mondo, quello della notte, denso ancora di troppi tabù soprattutto nel nostro Paese (Qui il suo profilo Instagram). Una giovane ragazza, studentessa universitaria, che nella vita ha preso la decisione di lavorare nei night club, ha girato i più importanti di tutta Europa e ha potuto constatare le varie differenze nello svolgere questo tipo di lavoro all’estero e da noi, partendo dal rapporto con i clienti per arrivare fino ai compensi e alla regolamentazione dello stesso. Il rapporto con i clienti è alla base di questo tipo di lavori, e dalle dichiarazioni delle artiste come lei, una delle differenze più grandi con i club in giro per il continente è da ricercare proprio nell’educazione degli spettatori degli show. Sicuramente la gran parte di coloro che frequentano gli strip club, sia in Italia che all’estero, sono persone in cerca di qualcosa in grado di farli evadere dalla monotonia di tutti i giorni e, magari, che possa regalargli emozioni differenti.


Ma mentre all’estero, dove i club appaiono peraltro più regolamentati, il cliente sa di essere cliente e si limita a ricevere il suo servizio, e non parliamo di prestazioni sessuali, ci dice Happiness. In Italia sono all'ordine del giorno i casi di molestie ai danni di queste performer, ma spogliarsi non significa doversi concedere. Non sarebbe forse il caso – suggerisce Happiness – di iniziare nelle scuole un percorso di educazione e sensibilizzazione nei confronti degli uomini, con l’obiettivo di sviluppare una mentalità in grado di rispettare il sesso femminile in ogni sua sfaccettatura, mestiere o situazione?

E i guadagni? Si va dai 100 ai 1000 euro a turno, tra fisso e mance, e ricordiamolo sempre, non c'è nessun rapporto sessuale, nemmeno preliminari, ci tiene a sottolineare Sara, in arte Happiness che oltre ad essere soddisfatta dal punto di vista economico si sofferma sulla psicologia del cliente che in quel luogo, lontano da occhi indiscreti è davvero se stesso, e si confida.

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