L'era digitale ha portato con sé molte innovazioni e vantaggi, ma ha anche dato la possibilità a chiunque di esprimere la propria opinione, talvolta violenta e senza filtri, sulla rete. Molte persone utilizzano i social network come piattaforme per insultare e offendere gli altri. Sono diversi gli studi che hanno esaminato la diffusione dell'odio sui social network, rilevando percentuali allarmanti di comportamenti aggressivi e di bullismo online. Secondo una ricerca condotta dalla Pew Research Center le donne e i giovani sono i più esposti e particolarmente vulnerabili agli insulti sui social network e al cyberbullismo. Fanno riflettere soprattutto i dati ricavati da una ricerca di Amnesty International, secondo la quale gli attacchi personali diretti alle influencer superano di un terzo quelli ricevuti dagli uomini. Tra gli attacchi personali il tasso di hate speech rivolto alle donne supera di 1,5 volte quello dei discorsi d’odio che hanno per bersaglio gli uomini. Infine, degli attacchi personali diretti alle donne 1 su 3 è esplicitamente sessista. Ma non sono gli insulti in sé a destare preoccupazione, quanto le reazioni che possono scaturire da chi è stato offeso. Le percentuali sono preoccupanti, poiché gli insulti e il bullismo online possono avere conseguenze significative sulla salute mentale, e non solo, delle persone, questo perché talvolta l'eliminazione di alcuni messaggi o contenuti privati richiede tempistiche lunghe e spesso non è certo che questa eliminazione avvenga.
Come arginare questo fenomeno?
Secondo Sara, in arte Happiness, che ha fatto dei social network un vero e proprio luogo di lavoro, bisogna muoversi con un passo più veloce rispetto ai tempi che corrono ed iniziare a prevenire questo comportamento già nelle scuole, inserendo dei corsi che consentano ai più giovani di apprendere le giuste nozioni per comportarsi al meglio online. I social network sono ormai per molti, come per Sara ormai nota content creator e influencer con il nome di happiness_mymotiv, un luogo di lavoro. Nella quotidianità del suo lavoro sono moltissimi gli episodi in cui un utente, specialmente uomini adulti, la offendono. Tutto questo denota come purtroppo l'ignoranza e la disinformazione sul tema in questione non fanno altro che alimentare comportamenti tossici che rischiano di avere gravi conseguenze sulle vittime e questo, specialmente per Sara che lo vive quotidianamente, ci ricorda quanto sia importante iniziare sin da subito ad insegnare alle nuove generazioni come comportarsi sui social network, perché dietro un utente, dietro una foto o un "post" c'è una persona.