L'Associazione Nazionale Commercialisti ha trasmesso al Ministero della Giustizia una nuova e articolata segnalazione, alla luce di ulteriori elementi emersi dalla lettura dei media, che consentono una più completa ricostruzione del procedimento e del contenzioso amministrativo attualmente pendente. In particolare, risulterebbero: una comunicazione di esclusione privata di adeguata motivazione; una istanza di accesso agli atti presentata dalla società non affidataria rimasta senza riscontro; l'assenza di documentazione conoscibile relativa ai criteri di comparazione, alle valutazioni tecniche e agli atti istruttori posti a fondamento della scelta; un affidamento disposto per un importo di circa 119.300 euro, a fronte di una proposta alternativa pari a circa 60.035 euro, senza che siano note le ragioni tecniche e amministrative di tale scelta.
Una differenza economica di tale entità, priva di criteri di confronto esplicitati e di una motivazione puntuale, non appare giustificabile da mera discrezionalità e pone interrogativi sul rispetto dei principi di economicità, efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa. Nella segnalazione al Ministero, anc evidenzia come, ove non adeguatamente sorretta da una istruttoria completa e da una motivazione rigorosa, la scelta adottata potrebbe integrare profili di pregiudizio alle finanze pubbliche dell'Ente. "Quanto sollevato - spiega Marco Cuchel, presidente dell'Anc -, va oltre il profilo strettamente giuridico, investe, infatti, anche il silenzio del Consiglio Nazionale sulle ragioni della scelta compiuta. Un atteggiamento che alimenta dubbi tra gli iscritti sulla regolarità delle elezioni e mina la fiducia nelle istituzioni ordinistiche".
Per queste ragioni, l'Associazione ha chiesto al Ministero della Giustizia, quale organo vigilante, di acquisire chiarimenti formali dal Consiglio Nazionale, verificare il rispetto della normativa sugli affidamenti, accertare la corretta gestione delle istanze di accesso agli atti; adottare ogni iniziativa utile a tutela della legalità, della trasparenza e della credibilità dei processi elettorali. Contestualmente, Anc ha ritenuto di informare presidenti e consiglieri degli Ordini territoriali delle iniziative assunte, chiarendo che l'intervento è mosso esclusivamente dall'esigenza di tutelare un principio fondamentale: la trasparenza dell'azione amministrativa.
“Quando non si motivano le decisioni, non si consente l'accesso agli atti e non si rendono verificabili i criteri di scelta – sottolinea Cuchel – il problema non è formale ma sostanziale, perché viene compromesso il rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento che devono orientare l'azione degli enti pubblici non economici”.
La vicenda, secondo Anc, riguarda l'intero sistema ordinistico. “Non contano le tifoserie, né le dinamiche elettorali” prosegue il Presidente dell'Anc “ciò che deve prevalere è la difesa di un principio di trasparenza, senza il quale si apre la strada alla discrezionalità assoluta”. L'invito rivolto da Anc a tutti coloro che hanno a cuore la professione è quello di “pretendere chiarezza, per mettere fine al caos e ristabilire trasparenze e fiducia”.