Una dieta sana, equilibrata e gustosa può davvero essere alla portata di tutti? Cosa occorre sapere per scegliere la qualità? Come orientarsi tra le mille promesse di una pubblicità elusiva quando non ingannevole e tra le sofisticate strategie di un marketing sempre più aggressivo? A queste e a molte altre domande ha provato a dare risposta l’incontro “Il nostro cibo, la nostra vita”, organizzato da CREA e Fondazione Aletheia, che si è svolto oggi a Roma presso la Casa di Reclusione di Rebibbia e che ha visto gli studenti della sezione carceraria ITA Emilio Sereni confrontarsi con Stefania Ruggeri, nutrizionista e prima ricercatrice CREA, Riccardo Fargione, direttore fondazione Aletheia.
Al centro dell’incontro gli studenti (dai 21 anni in su) che hanno sollevato dubbi, posto domande puntuali e chiesto chiarezza sui meccanismi che governano buona parte del sistema agroalimentare, dalle TEA alla carne artificiale fino alle etichette dei prodotti. Le conclusioni della mattinata sono state affidate a Maria Chiara Zaganelli, Direttore Generale CREA e a Dominga Cotarella, presidente Campagna Amica.
“Il cibo è una leva straordinaria che coniuga salute, ambiente, economia ma soprattutto è uno strumento importantissimo di inclusione e riscatto - ha spiegato Riccardo Fargione, Direttore della Fondazione Aletheia -. E’ questo il nuovo volto dell’agricoltura che grazie alla Legge di Orientamento può contare su un approccio multifunzionale fatto di nuove opportunità per tutti”.
“La ricerca pubblica non significa solo conoscenza e innovazione a servizio della collettività, senza altri interessi– ha affermato Zaganelli- ma vuol dire anche garantire che conoscenza e innovazione siano accessibili a tutti, nessuno escluso. A maggior ragione quando si parla di cibo e di salute, temi imprescindibili, quotidiani e trasversali. Come CREA intendiamo impegnarci per una cultura alimentare e scientifica sempre più diffusa. Tutti, non solo a tavola, devono saper fare scelte informate e consapevoli”.