In merito all’articolo dal titolo "Magistratura La toga che spingeva la moglie salvato dalle toghe" pubblicato in data 10/01/2026 riceviamo e pubblichiamo quanto segue:
In data 10/01/2026 è apparso sul vostro quotidiano on line un articolo che riguarda il Giudice Dott. Giuseppe Bersani che coinvolge anche la mia persona e che intendo smentire. Conobbi il Dott. Bersani una trentina di anni or sono allorché venne assegnato come Magistrato presso il Tribunale di Piacenza ed egli, svolgendo la funzione di Giudice Delegato mi affidò degli incarichi professionali come curatore fallimentare e come legale di alcune procedure concorsuali, così come li affidava a tanti altri professionisti. Il Dott. Bersani non è tutt’ora e non è mai stato in precedenza “un mio amico”, tant’è che non lo vedo e non lo sento da oltre un lustro. Molti anni or sono ebbi modo di invitare talvolta il Dott. Bersani a qualche mio ricevimento cui partecipavano svariate decine di persone; quindi si trattava di una occasione conviviale avveniva non clandestinamente o di sotterfugio, bensì alla luce del sole. Precisato questo, Vi rappresento che nell’anno 2006 il Dott. Bersani mi incaricò per l’assistenza legale di una procedura fallimentare in una serie di azioni risarcitorie e revocatorie nei confronti di altrettanti istituti di credito. Io svolsi efficacemente il mio lavoro e conclusi ottime transazioni con alcune banche facendo incassare importi a molti zeri al fallimento, dopodiché nell’anno 2010 una società presentò una proposta di concordato fallimentare che venne accolta dalla maggioranza dei creditori, assumendosi l’onere del pagamento dei vari professionisti che erano stati incaricati. Quindi, per detta vicenda, la Società assuntrice a pagare il mio compenso e il Dott. Bersani mai e poi mai mi liquidò una parcella di 900 mila euro, ma neppure della metà ed ancor meno della metà della metà. Nell’anno 2015 un avvocato piacentino, ben noto in locale Foro per essere un individuo pettegolo e malevolo, venne intercettato mentre conversava, non con un altro consulente ma con il manager di un’azienda in quel momento sotto indagine al quale narrava l’episodio immaginifico da Voi riportato, “la parcella di 900 mila euro” oltre ad altre ed ancor più sgradevoli insinuazioni. La Procura della Repubblica di Ancona, competente ai sensi dell’art. 11 c.p.p. in quanto era stato coinvolto un Magistrato, avviava un’indagine su tali affermazioni sentite ovviamente come false anche da questo avvocato il quale, in buona sostanza, dichiarava agli inquirenti che la vicenda in questione e i dettagli di contorno vari se li era inventati lui di sana pianta. La Procura della Repubblica di Ancona nel dicembre 2020 chiedeva l’archiviazione della mia e del Dott. Bersani per l’insussistenza di fatti che veniva accolta dal Gip di Ancona in data 02/02/2021 per la semplice ragione che i fatti di cui eravamo stati accusati erano completamente falsi. Allego tutta la documentazione a conferma quanto da me dichiarato.
Distinti saluti
Avv. Corrado Schiffonati