Le vie di comunicazione hanno spesso un grande ruolo: stimolare la crescita dei territori che collegano, divenendo di fatto motori di sviluppo. È la storia dall’autostrada del Brennero, ponte fra l’Italia e l’Europa, cuore pulsante di uno dei distretti economici più vivaci del Vecchio continente. Ossia quello formato da Lombardia, che è la prima regione nel ranking europeo per Pil, dal Veneto, che è sesto e dall’Emilia Romagna ottava. In mezzo si trova la regione autonoma del Trentino Alto Adige. «D’altro canto, dove c’è mobilità c’è sviluppo – osserva l’Amministratore Delegato di Autostrada del Brennero Diego Cattoni - Non esiste di fatto in Europa un’altra area con 20 milioni di abitanti capace di produrre questo valore aggiunto. L’A22, con i suoi oltre 70 milioni di veicoli e le oltre 60 milioni di tonnellate di merci che passano ogni anno fra gomma e rotaia è uno degli elementi portanti di questa capacità produttiva».
LUOGO STRATEGICO Dal passo del Brennero transita infatti circa l’11 per cento di tutto l’intero import export d’Italia. Un luogo strategico, da un punto di vista geopolitico ed economico. Fin dagli anni Novanta la Società concessionaria dell’A22, di fronte a un trend ormai costante di crescita del traffico, decise di iniziare a ragionare in un’ottica di corridoio, investendo sulla ferrovia. «Un concessionario autostradale che investe in ferroviaprosegue Cattoni- ossia nella propria concorrenza, può sembrare un paradosso, ma se si vuole decongestionare l’autostrada e rispettare l’ambiente il paradosso, è evidente, scompare. Oggi il Gruppo Autobrennero attraverso InRail, RTC Rail Traction Company e la collegata Lokomotion movimenta un numero crescente di treni ogni anno: nel 2024 sono stati circa 30.000, con un risparmio di circa 300mila tonnellate di Co2 all’atmosfera. Un po’ come se spostassimo 1.500 tir dall’autostrada e li ricollocassimo sulla rotaia». E il traffico merci su rotaia è destinato ad aumentare anche grazie alla realizzazione del tunnel di base del Brennero, altro importante investimento della Società. Grazie al BBT, si stima che le capacità della linea ferroviaria aumenteranno di 60-90 treni al giorno. Treni che, eliminato l’ostacolo delle pendenze, potranno essere più lunghi e trasportare il 20% di merci in più.
La data in cui il primo convoglio dovrebbe percorrere quello che sarà il collegamento ferroviario sotterraneo più lungo del mondo è fissata per il 2032; lo ha ribadito proprio il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini, il 18 settembre al Brennero con la premier Giorgia Meloni e gli omologhi austriaci per l’abbattimento dell’ultimo diaframma che separava Austria e Italia nel cunicolo esplorativo.
Una giornata importante cui ha partecipato anche Autostrada del Brennero: «Essere presenti quel giorno su quel palco - continua Cattoni – dove di fatto è stato sancito l’inizio di una nuova fase per la mobilità europea è stato per me e perla nostra Società motivo di grande orgoglio. Poter alleggerire l’arteria di una parte del traffico pesante significa favorire una circolazione più rapida e sicura non solo delle merci ma anche dei veicoli leggeri che continueranno a utilizzare l’A22. Per questo il nostro impegno è focalizzato anche sul rendere l’A22 sempre più moderna, tecnologica e sostenibile».
Digitalizzazione e transizione ecologica con gli investimenti in elettrico e idrogeno costituiscono infatti, insieme all’intermodalità, le dorsali su cui si sviluppano le decine di progettualità articolate nella proposta di finanza di progetto dichiarata fattibile dal Mit per la nuova concessione dell’A22.
ANTENNE SPECIALI «Abbiamo dotato l’arteria - ha proseguito il manager- di quasi 70 Rsu, speciali antenne per la comunicazione veicolo infrastruttura, con l’obiettivo di farci trovare pronti quando la guida del futuro, connessa e cooperativa, potrà finalmente prendere campo». In molti, intanto, attendono la terza corsia come risposta all’incremento del traffico. «Anche la terza corsia, da Bolzano all’innesto con l’A1 - ha detto Cattoni è fra le opere che abbiamo già progettato e che siamo pronti a realizzare. Infatti mentre sviluppiamo una nuova mobilità per il futuro, non dobbiamo dimenticare che l’Italia ha bisogno di completare e potenziare la sua rete autostradale. E mentre investiamo nella digitalizzazione dell’autostrada, non mettiamo di certo in secondo piano la gestione ordinaria della sicurezza»; nonostante appunto i volumi di traffico in aumento l’A22 vanta infatti da due decenni ormai tassi di incidentalità ben al di sotto della media nazionale. «Non può essere fortuna. Ogni anno spendiamo in media più di 60 milioni per la manutenzione, scegliendo da sempre - dagli asfalti al famoso guardrail in Corten, per fare un paio di esempi i materiali più performanti».
INVESTIMENTI A ciò vanno aggiunti gli ingenti investimenti in tecnologia: Autostrada del Brennero ha attivato una flotta di droni per le ispezioni di opere d’arte e versanti e sta dotando ponti e viadotti di sistemi di sensoristica di ultima generazione, supportati dall’intelligenza artificiale, per effettuare delle analisi predittive sullo stato di salute delle stesse. Un sistema che permette di agire con grande anticipo e in maniera puntuale al palesarsi della prima eventuale criticità. Inoltre la Società può contare su una vera e propria macchina della sicurezza, operativa h 24, 7 giorni su 7 e coordinata dal Centro Assistenza Utenza che lavora in stretta sinergia con il COA della Polizia Stradale. Gli ausiliari di Autostrada del Brennero sono infatti spesso i primi ad arrivare sul luogo di un incidente con una media di 7 minuti.