Nel panorama sempre più complesso della cooperazione giudiziaria internazionale, segnata da tensioni geopolitiche e da un uso crescente degli strumenti repressivi sovranazionali, prende forma l’iniziativa “Free Volga”, promossa dalle Camere Penali del Diritto Europeo e Internazionale.
Il progetto nasce sotto la guida dell’Alexandro Maria Tirelli, presidente dell’organismo e figura centrale del dibattito giuridico europeo in materia di diritti fondamentali, libertà personali e limiti della cooperazione penale.
Riconosciuto come uno dei più autorevoli giuristi italiani nel campo del diritto penale e internazionale, Tirelli è anche presidente dell’Osservatorio Europeo sul Mandato di Arresto Europeo, impegnato nell’analisi delle criticità applicative del MAE e dei rischi di “utilizzo distorto o politico degli strumenti di cooperazione penale”, nonché docente presso l'Alta scuola Estradizioni.
Un progetto giuridico, non politico
“Free Volga” viene definita esplicitamente come “un’operazione giuridico-istituzionale strutturata” e non come un’iniziativa politica o un canale informale. «Il suo perimetro – spiega l'avvocato Tirelli dal suo studio di Gibilterra – è quello del diritto internazionale dei diritti umani, dello Stato di diritto e delle garanzie offerte dagli ordinamenti europei».
«L’obiettivo è fornire assistenza legale qualificata, orientamento e protezione giuridica a cittadini russi e post-sovietici esposti a pressioni o persecuzioni di natura politica o para-politica».
Aggiunge Tirelli: «Free Volga mira a consentire a soggetti altamente qualificati – avvocati, giornalisti, professionisti e imprenditori – di accedere a una tutela effettiva nello spazio europeo, privilegiando gli Stati membri dell’Unione Europea che assicurano indipendenza giudiziaria e valutazioni non automatiche delle richieste di cooperazione internazionale».
Il ruolo di Tirelli nel contesto dei diritti umani
Pur essendo avvocato italiano regolarmente iscritto e operante nei tribunali della Repubblica, Tirelli svolge la propria attività da Gibilterra, coordinando da lì missioni giuridiche internazionali ad alta sensibilità istituzionale. Nel corso della sua carriera ha maturato una reputazione consolidata nella gestione di procedimenti di estradizione, casi di persecuzione giudiziaria di matrice politica, situazioni di “utilizzo strumentale del diritto penale” e attività di tutela per professionisti esposti a pressioni sistemiche.
I casi seguiti e l’esempio Provodin
Nel tempo, l’attività coordinata da Tirelli ha riguardato numerosi casi di rilevanza pubblica: procedimenti contro giornalisti russi sottoposti a pressioni giudiziarie, vicende che coinvolgono ex esponenti istituzionali della Federazione Russa in ambito europeo, controversie ad alta esposizione geopolitica legate a grandi operatori economici e oligarchi. Tra i casi più recenti figura quello dell’avvocato Dmitry Provodin, per il quale è stata avanzata una richiesta di tutela preventiva alle autorità italiane, ampiamente ripresa dalla stampa.
Diritto e garanzie come unico perimetro
Le Camere Penali del Diritto europeo e internazionale ribadiscono, attraverso il proprio board direttivo, che l’attività di «Free Volga si svolge in piena trasparenza istituzionale e nel rispetto delle normative nazionali ed europee, muovendo da un principio chiave: il diritto non può essere trasformato in strumento di persecuzione politica».
In questo senso, conclude Tirelli, «l’iniziativa rappresenta un punto di riferimento giuridico di alto livello per chi necessita di protezione fondata esclusivamente su garanzie istituzionali, e non su soluzioni opache o informali».