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La relazione di Casasco sull'energia idroelettrica in Italia

martedì 10 marzo 2026

2' di lettura

La produzione idroelettrica vale il 30% della produzione nazionale di energia rinnovabile e l’Italia oggi è il terzo Paese europeo per potenza idroelettrica installata. È un asset strategico e dobbiamo individuare una soluzione sostenibile per il sistema tenendo la barra dritta sulle priorità. Da un lato, c’è la necessità di abbassare i costi dell’energia per famiglie e imprese. Dall’altra, quella di non bloccare gli investimenti già pianificati dai gestori che hanno competenze e devono poter incassare il “giusto guadagno” a fronte, però, dell’impegno a trasferire parte di quel “ritorno” sul costo delle bollette energetiche.

La proposta non intende stravolgere l’impegno preso con la Commissione europea sulla messa a gara delle concessioni idroelettriche ma introdurre una facoltà ulteriore rispetto alle gare e si muoverebbe nel solco di altri accordi presi dalla Commissione Europea con altri Paesi UE. In particolare è stato recentemente raggiunto un accordo fra il Governo francese e la Commissione Europea sull’idroelettrico transalpino, sul quale era aperto da anni un contenzioso simile a quello italiano. Il piano francese, che sarà attuato tramite un disegno di legge, si articola in tre punti: il passaggio da un sistema di concessioni a uno di autorizzazioni, la possibilità di mantenere gli operatori storici per garantire continuità e sicurezza, e la messa a disposizione “virtuale” di 6 GW di capacità idroelettrica di EDF a terzi.

Lo schema qui proposto propone una “quarta via” che si basa sulla riassegnazione delle concessioni agli operatori attuali a fronte di un piano industriale di investimenti certo e concordato, unita a un’armonizzazione dei canoni e una assegnazione alla manifattura di parte dell’energia generata. L’energia è ceduta a prezzo calmierato al GSE: si tratta di una quota di energia corrispondente al 15 per cento della potenza nominale media annua di concessione, ad un prezzo convenzionale, che assicuri la copertura dei costi di produzione, stabilito con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, sentita ARERA.

Le risorse rinvenienti dalla valorizzazione dell’energia così acquisita sono destinate alla riduzione della componente della spesa per gli oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili (ASOS) applicata all'energia prelevata dalle utenze non domestiche:

-in bassa tensione con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW

-in media, alta e altissima tensione (compresi energivori)

Si prevede in ogni caso il riconoscimento degli ammortamenti per il concessionario uscente.

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