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“GLI OCCHI DEGLI ALTRI” È IL NUOVO FILM DI ANDREA DE SICA CHE RACCONTA AMORE E TORBIDE PASSIONI

di Annamaria Piacentini venerdì 13 marzo 2026

2' di lettura

Che Andrea De Sica fosse un bravissimo regista lo avevamo notato sin dall’inizio. Nel frattempo, non ha mai mollato, conservando talento e idee, senza dimenticare che fare un buon film è una cosa seria. Lo ha dimostrato ancora una volta con “Gli occhi degli altri”, un film profondo e concreto, in cui c’è tutta la vitalità e la drammaticità di una vicenda dove carne e sangue si mischiano in un vortice sottile e pericoloso. Liberamente ispirato a una storia di cronaca avvenuta negli anni ’60, il film insegna che se uccidi ti sporchi e non vinci: muore solo qualcosa di te, nell’ambivalenza del sesso e del potere. Nel film tutto inizia su un’isola posseduta da un ricchissimo marchese (Filippo Timi), un uomo trasgressivo, silenzioso e affascinante.

Un giorno sull’isola sbarca Elena (Jasmine Trinca), bella, elegante e sensuale. Tra loro nasce subito un’attrazione fatale, un colpo di fulmine che li rende complici anche nella passione per i giochi erotici. Ma lui vuole di più: le fa incontrare altri uomini che paga per filmare gli amplessi tra loro. Lei lo accontenta, finché un nuovo incontro le dà la forza di non accettare più queste pulsioni moleste. Perché tanto amore sprecato? De Sica racconta: “Se si passa davanti all’isola di Zannone, nell’arcipelago delle isole Pontine, si riesce a intravedere quel che resta di una grande villa abbandonata, dove ancora si parla della drammatica vicenda dei padroni dell’isola. Cosa era accaduto nell’agosto del ’70 nella loro casa di Roma?

Anna era stata trovata morta: chi l’aveva uccisa? È difficile far emergere la realtà dei fatti, l’inquietudine di ciò che è stato vissuto. Il film esplora la zona grigia del passato — sottolinea De Sica — che oggi purtroppo riguarda anche il presente”. Bravissimi Jasmine Trinca e Filippo Timi. Lei accetta di girare nuda: il suo corpo è perfetto e conserva ancora il sorriso da bambina. “Elena è una donna libera. Io avrei raccontato l’inverso, perché paga le scelte che fa. Ma una volta una donna che voleva esistere doveva sposarsi bene e incarnare, per certi versi, la sessualità. Anche se siamo nel 2026, parliamo di un’isola del potere che ancora oggi cade sul sesso: se scegli di cambiare, la paghi con la vita. Andrea De Sica mi ha affascinato subito. Nuda? Mi sarei sottratta se non avessi avuto un regista come lui”, risponde. “Ho incarnato un femminile controverso, specie nelle scene più dure. Questo è un film di coscienza, dove il corpo diventa uno strumento di reazione”. Bravo anche Filippo Timi: “Il nostro corpo è stato al servizio del film. La nostra nudità è stata complice di una storia profonda: tutto ciò che avveniva era anche un segno di potenza”. “È una storia maledetta”, conclude il regista, “e sono orgoglioso di averla portata sullo schermo. Ora proseguiremo con un tour che porterà il film in molte città italiane, dal Sud al Nord”.

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