Perché il lavoro di Medihospes a Messina realizza un vero hub mediterraneo dell’integrazione
“Il Polo Sociale Integrato è la storia di un successo e di un modello avanzato, replicato in altre Regioni d'Italia. Insomma, la strada giusta”. Benny Bonaffini è il coordinatore in Sicilia di Medihospes, una grande cooperativa sociale aderente al Consorzio La Cascina, ed insieme al Comune di Messina (l'Assessorato alle politiche sociali particolarmente) dal 2022 gestisce una realtà che è diventata concretamente il simbolo della prossimità, il Polo Sociale Integrato, appunto. “E’ una forma concreta di integrazione, un luogo riconoscibile a tanti nel bisogno e accessibile senza burocrazia. Intercetta lavoratori migranti, persone uscite dai circuiti di accoglienza, vittime o potenziali vittime di sfruttamento, donne e uomini che non riescono a trasformare la presenza sul territorio in accesso effettivo ai propri diritti” spiega Bonaffini. “La logica è quella dell’accesso unico: la persona non gira da un ufficio all’altro, ma trova nel Polo un’équipe che valuta il suo bisogno, orienta, accompagna e attiva la rete territoriale”. Forte dei fondi destinati ad asilo, migrazione e integrazione, all'interno del Programma Su.Pr.Eme. (Sud Protagonista nel superamento delle Emergenze, piano quinquennale contro sfruttamento lavorativo, caporalato, marginalità e vulnerabilità dei cittadini stranieri in cinque regioni del Sud, cioè Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania), il Polo di Messina riesce realmente e professionalmente ad essere un aiuto per tanti, per quantità e modalità del lavoro che svolge. Parliamo di orientamento e accesso ai servizi del territorio, mediazione linguistico-culturale, formazione e riqualificazione professionale, orientamento e accompagnamento all’impiego, all’inserimento sociale, alla casa, ci sono servizi per la conciliazione famiglia-lavoro, e poi tutela legale, psico-sociosanitaria, infine gestione e aggiornamento di banche dati, analisi e monitoraggio del fenomeno dello sfruttamento lavorativo (compito non secondario, perché con i dati si possono e devono costruire le politiche sociali più realistiche ed adeguate). Medihospes si è rivelata l'attore adatto per strutturare e gestire quest'iniziativa, la cooperativa ha fondamenta solide e tanta esperienza, data da oltre seimila operatori in tutta Italia, 5 milioni di ore di lavoro ogni anno e 22mila persone assistite quotidianamente in tutte le Regioni. “Qui in Sicilia, gli enti pubblici con cui il Polo collabora sono ben 125, e sono Comuni, aziende sanitarie, uffici del lavoro, case circondariali e anche università” sottolinea Bonaffini, “nel territorio ci sono oltre 4mila studenti stranieri e incontriamo anche le loro necessità. Contribuiamo veramente a creare una comunità di uomini, donne e giovani, da 39 diversi Paesi di immigrazione, che abbiamo la fortuna di poter aiutare”. I numeri ufficiali del lavoro del Polo degli ultimi 18 mesi raccontano di 400 nuovi utenti, oltre 300 consulenze legali, 170 mediazioni linguistiche, oltre 200 orientamenti lavorativi e 250 orientamenti per l’accesso ai servizi territoriali e socio-sanitari. “Facciamo anche investimenti mirati” riprende Bonaffini, “l’app per prenotare gli appuntamenti, la web radio Radio Polo Sociale e la produzione di video-curriculum per la ricerca di opportunità lavorative. E abbiamo una scuola d’italiano con oltre 500 iscritti negli ultimi tre anni, un mix di alunni: ospiti di strutture d’accoglienza, studenti universitari, persone già presenti sul territorio”. Arrivati da poco o da tanto non importa, il Polo e Medihospes sono lì apposta.