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"Assicurazioni strumento potente per affrontare le sfide del Paese"

Liverani (Ania): "Più che tasse retroattive servono progetti comuni". La proposta: bonus ai 18enni per lanciare la previdenza integrativa
di Sandro Iacometti venerdì 3 luglio 2026

3' di lettura

«Ora che ci è chiaro che cosa possiamo e vogliamo fare, ora che noi tutti abbiamo capito le opportunità, però, vorrei che non ci ritrovassimo anche quest’anno a ottobre a parlare di tassazioni retroattive, prelievi anomali e contributi straordinari alla legge di bilancio. Siamo convinti con forza che per l’avvenire del Paese piuttosto che mere richieste di maggior contribuzione servano progetti comuni su temi che riguardano la sicurezza e la prosperità di milioni di cittadine e cittadini e di milioni di imprenditrici e imprenditori italiani». Giovanni Liverani, Presidente dell’Ania, dal palco dell’Assemblea annuale dell’associazione chiede meno stangate e più collaborazione, convinto che il mondo delle assicurazioni possa dare molto più all’Italia rispetto ad un po’ di gettito aggiuntivo raschiato sul fondo del barile delle leggi di bilancio. Il settore resiste alle crisi. Nel 2025 la raccolta complessiva ha raggiunto i 182 miliardi, segnando una crescita del 7,8%, e un totale di 42 miliardi di euro erogati. Numeri che, secondo il presidente dell'associazione Liverani, rendono il comparto «una leva che genera ingenti investimenti in aree strategiche per il Paese e uno scudo di protezione formidabile», a fronte di oltre 1.000 miliardi di euro di investimenti attivi, «dei quali circa un quarto allocati nel nostro debito sovrano».

Dai dati presentati durante l'assemblea emerge però come l'Italia sia ancora un Paese esposto al rischio di catastrofi e, allo stesso tempo, molto sottoassicurato. Per Ania appare necessario rivedere il perimetro dei rischi da cui gli imprenditori devono essere assicurati ed estendere l'obbligatorietà di copertura alle residenze private, soprattutto quelle che, secondo Liverani, «hanno usufruito negli ultimi anni dei generosi e pesanti incentivi fiscali». Altro nodo cruciale è quello della previdenza. Tema molto importante, ha spiegato Liverani, «soprattutto per quanto riguarda l'evoluzione delle tendenze demografiche che abbiamo nel nostro Paese. Siamo un Paese che vive più a lungo, quindi questa è un'ottima notizia, ma rischia di vivere più a lungo, più povero e meno sano. Dal punto di vista finanziario la povertà dei pensionati è molto più di un rischio, a cui bisogna provvedere. Si può fare con dei piani di previdenza integrativa rispetto alla pensione pubblica che devono cominciare all'inizio del momento in cui si comincia a lavorare. Per questo abbiamo lanciato una proposta, un regalo che noi vorremmo che lo Stato facesse, anche simbolico, di 100 euro a tutti i diciottenni. Quando questi diciottenni entreranno nel mondo del lavoro, se questo regalo l'avranno investito in un fondo pensione, in una polizza previdenziale, diventerà la prova lampante che devono provvedere al finanziamento di un piano integrativo di pensione per quando saranno anziani».

L'altra proposta riguarda la sanità. Secondo l'Ania, il Servizio sanitario nazionale rimane «una ricchezza della nostra nazione», ma soffre di due criticità: la forte disomogeneità territoriale nell'accesso alle cure e la crescente difficoltà di sostenibilità finanziaria. Per questo Liverani propone una «superconvenzione» tra Ssn, assicurazioni e fondi sanitari. Il punto di partenza sono i numeri: accanto ai circa 140 miliardi di euro di spesa pubblica per la sanità, i cittadini sostengono ogni anno circa 42 miliardi di euro di spesa sanitaria privata, in larga parte non intermediata. La proposta dell’Ania è semplice. «Incentiviamo l'intermediazione da parte di imprese d'assicurazione e fondi sanitari di questo enorme flusso finanziario che oggi sfugge al settore pubblico, attraverso incentivi fiscali a polizze che prevedano l'annullamento di scoperti e di franchigie per il rimborso delle prestazioni effettuate nelle strutture pubbliche in regime di libera professione intramuraria», ha spiegato il presidente dell'Ania, precisando che si tratterebbe di «una sorta di "superconvenzione” con le assicurazioni, che consenta agli ospedali pubblici di eccellenza di intercettare risorse che già oggi i cittadini spendono comunque: avremo così creato un secondo ed un terzo pilastro per la previdenza sanitaria, analogamente a quanto fatto per il sistema pensionistico». Proposta che il governo non respinge. La riforma appena attuata, ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, «è un primo passo. Il governo valuterà cosa è nelle proprie facoltà per alzare oltre l'asticella»..

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