l Fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa e il Fondo per lo studio riservato ai giovani sono due pilastri delle attività della Consap. Adesso, con il governo che ha varato il Piano casa, soprattutto il Fondo casa riservato anche ai giovani under 36 diventa uno strumento eccezionale. Ne ha parlato, intervistato dall'agenzia Dire, Sestino Giacomoni, presidente della Concessionaria dei Servizi Assicurativi Pubblici (Consap Spa).
«Lo stesso presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di presentazione del Piano casa – ha sottolineato Giacomoni – ha riconosciuto il ruolo importante del Fondo mutuo prima casa gestito da Consap. Un Fondo che, in realtà, nasce da lontano perché fu istituito nel 2008 dal quarto governo Berlusconi, in cui Giorgia Meloni era ministro della Gioventù. E fu proprio lei a ideare uno strumento che permettesse ai giovani che magari non avevano le garanzie sufficienti di poter acquistare la prima casa attraverso la garanzia pubblica del 50% e dell'80% concessa da Consap».
«Devo dire – ha proseguito – che questo strumento in questi anni ha portato risultati eccezionali. Grazie al Fondo di garanzia Consap sono stati erogati 568mila mutui, cioè vuol dire che 568mila famiglie hanno potuto acquistare la prima casa grazie a Consap e, di queste, 370mila sono giovani coppie sotto i 36 anni. Questo significa che è un Fondo che funziona molto bene e che diventerà il soggetto abilitatore dal punto di vista finanziario, perché fa benissimo il governo a costruire 100mila alloggi in dieci anni a prezzi calmierati, però poi è necessario che le famiglie, soprattutto quelle meno agiate, abbiano la possibilità di avere accesso al mutuo, ovvero a finanziamenti sostenibili».
È qui che interviene Consap: «Noi diamo la garanzia fino all'80% ai giovani sotto i 36 anni con un Isee sotto i 40mila euro, mentre se l'Isee supera i 40mila euro la garanzia è del 50%. La cosa importante è che, grazie proprio a due iniziative portate avanti da Consap nel corso del mio precedente mandato, siamo riusciti a inserire questa garanzia non solo per i giovani sotto i 36 anni ma anche per le famiglie numerose; addirittura arriva fino al 90% in caso di quattro o cinque figli e, da pochissimo, anche per le persone con disabilità e le famiglie. Sottolineo sempre il ruolo sociale svolto da Consap».
Occhi puntati, poi, sul Fondo scuola riservato ai giovani studenti che potrebbero trovarsi in difficoltà nel proseguire l'università o i corsi di specializzazione. «Appena insediato – ha ricordato il presidente Giacomoni – arrivò un messaggio dal presidente del Consiglio sull'importanza di rilanciare, potenziare e semplificare il Fondo studio che lei aveva ideato quando era ministro della Gioventù ma che non era mai partito».
«Ci siamo resi conto – ha detto ancora Giacomoni – che, istituito nel 2010, in realtà non era mai decollato perché mancava la garanzia di ultima istanza dello Stato, con una procedura tutta cartacea, quindi molto lenta. Ci siamo messi di impegno e con due anni e mezzo di lavoro siamo riusciti a modificare la normativa primaria, per cui oggi c'è la garanzia di ultima istanza dello Stato. Quindi c'è una garanzia del 70% di Consap, ma dello Stato. Siamo poi riusciti a raddoppiare gli importi finanziati fino a 50mila euro per chi studia in Italia, 70mila per chi studia all'estero e abbiamo inserito non solo corsi universitari ma anche gli Its Academy e gli Afam, Alta formazione artistica, musicale e coreutica».
Poi un messaggio rivolto direttamente ai giovani: «In questo momento, se prendete un buon voto alla maturità, almeno 75 su 100 o, in caso di triennale, 100 su 110, sappiate che se non avete le risorse familiari per studiare c'è lo Stato che vi sostiene attraverso una garanzia pubblica del 70%, purché siate meritevoli e purché proseguiate a fare almeno la metà degli esami. La cosa importante è che il Fondo si rivolge agli studenti tra i 18 e i 40 anni, perché dentro c'è anche la formazione: oltre ai corsi universitari ci sono anche i master, i corsi di specializzazione e i corsi di lingue».
«Non è accettabile – ha concluso Sestino Giacomoni – che un Paese come l'Italia abbia ancora oggi il minor numero di laureati in Europa: peggio di noi solo la Romania. In Italia solo il 31% dei ragazzi è laureato e io dico ai ragazzi che la laurea è il primo passo per prendere l'ascensore sociale. I dati dimostrano che un ragazzo laureato rispetto a un diplomato guadagna subito almeno il 40% in più. Se poi fa un master di secondo livello arriva a un altro 12%. Quindi dico ai ragazzi: studiate, impegnatevi, lo Stato è al vostro fianco».