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GIUSTIZIA: SINDACATI, CONTRATTO FIRMATO DAL MINISTRO NORDIO NON SI TOCCA

venerdì 10 luglio 2026

2' di lettura

«Quando si firma un accordo se ne pretende il rispetto.» - dichiara Claudia Ratti, Segretario Generale Confintesa FP - «se servono magistrati si assumano magistrati, se serve personale di cancelleria lo si assuma: un sistema non si regge impiegando le sole risorse interne per coprire ogni necessità.»

“Se il contratto firmato dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio e da cinque sindacati non va bene, perché non proporre un contratto diverso al tavolo, come prevede la legge, anziché farlo riscrivere dal CSM?” aggiunge Francesco Prudenzano, Segretario Generale Confintesa.

Il 29 aprile 2026 il Ministro della Giustizia on Carlo Nordio firma con cinque sindacati (Confintesa FP, Confsal UNSA, CISL FP, UIL FP e FLP) il contratto che rende possibile la stabilizzazione a tempo indeterminato di 9.119 precari del settore Giustizia. È il più grande ingresso di personale nella storia recente dell'Amministrazione Giudiziaria. Costo: 487 milioni di euro. Ma la CGIL non firma.

Il 12 giugno il DL 100/2026 lo riscrive per legge, assegnando però il personale «in via ordinaria» al supporto diretto dei magistrati.

Il 17 giugno il Ministro della Giustizia Nordio ha incontrato i sindacati e si è impegnato a correggere il decreto in Parlamento. Ma intanto il CSM si è già appoggiato al testo del DL 100/2026 per costruire le proprie linee guida.

Da quel momento succede questo: la CGIL chiede che quei 9.119 lavoratori restino al servizio esclusivo dei giudici, come assistenti di studio personali. Il CSM — organo di autogoverno dei magistrati, ma non datore di lavoro di quei lavoratori — emana proprie linee guida, inventa una soglia del 70/30 che non esiste in nessuna legge, e il 6 luglio chiede a tutti i Tribunali d'Italia di rendicontare come i dirigenti del Ministero hanno organizzato il personale, per verificare se rispettano le regole del CSM.

I cinque sindacati firmatari (Confintesa FP, Confsal UNSA, CISL FP, UIL FP e FLP) rispondono il 7 luglio con una posizione durissima e unitaria: “il contratto firmato con il Ministro della Giustizia Nordio il 29 aprile non si tocca. I lavoratori hanno come datore di lavoro il Ministero della Giustizia e non il CSM, e meritano rispetto.»

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