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Squali nel Mediterraneo: paura, realtà e memoria

In libreria per Mursia il nuovo saggio di Marco Petrelli sull’importanza dei grandi predatori e sul fragile rapporto che da secoli lega l’uomo al mare
martedì 8 settembre 2026

2' di lettura

«Per generazioni, i pescatori hanno saputo che gli squali esistevano, che talvolta comparivano. Non li vedevano come intrusi, né come mostri: li consideravano parte del mare, al pari delle tempeste improvvise o dei banchi di sardine. Erano temuti, ma non demonizzati. Erano rispettati.»

Esce il 21 settembre I cagnizza di Rovigno e altri squali (Mursia, pagg 136, Euro 14), il nuovo saggio di Marco Petrelli, che arriva in un momento di grande attenzione mediatica: l’estate 2026 ha registrato numerosi avvistamenti di squali lungo le coste italiane e croate, riaccendendo il dibattito sul loro ruolo nel Mediterraneo e sulla percezione – spesso distorta – che ne abbiamo.

Petrelli ricostruisce oltre duemila anni di incontri tra uomo e squali, mostrando come il grande bianco e le altre specie siano sempre state presenze reali, rispettate e fondamentali per l’equilibrio marino. «Gli squali non sono i mostri che il cinema ci ha insegnato a temere. Sono semplicemente parte del Mediterraneo», scrive l’autore, ricordando che la loro scomparsa rappresenta una perdita biologica ma anche culturale: un mare senza predatori è un mare che dimentica sé stesso.

«Questo libro nasce dal bisogno di capire come abbiamo guardato agli squali nei secoli e cosa significhi oggi vivere in un Mediterraneo che li vede comparire sempre più spesso, ma li conosce sempre meno», dichiara Petrelli. «Raccontare la loro storia significa restituire complessità a un rapporto antico, fatto di paura, rispetto e conoscenza.»

Il volume è arricchito da un inserto fotografico in bianco e nero, che documenta episodi storici, reperti, luoghi e testimonianze legate agli squali del Mare Nostrum, offrendo un ulteriore livello di immersione visiva.

Un saggio che unisce storia, biologia marina e cultura, riportando alla luce ciò che gli avvistamenti recenti ci ricordano: gli squali non sono un’emergenza, ma una presenza naturale del Mediterraneo. E comprenderli è il primo passo per proteggere il mare che sta cambiando sotto i nostri occhi.

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